sabato, 4 dicembre 2021
Medinews
16 Maggio 2019

Trends in the costs of drugs launched in the UK between 1981 and 2015: an analysis of the launch price of drugs in five disease areas

To investigate the trend in the launch price of new drugs for five common health conditions. Cross-sectional study using data on new drugs launched in the UK between 1981 and 2015 for hypertension, asthma, rheumatoid arthritis, schizophrenia and colorectal cancer. All drugs marketed in the UK between 1981 and 2015 (inclusive), and licensed specifically for the treatment of one of the five chosen conditions were included in the study. Newly launched medicines … (leggi tutto)

Analisi come quella pubblicata recentemente da BMJ Open non dicono niente di particolarmente nuovo per gli oncologi (l’analisi documenta l’incremento del prezzo dei farmaci oncologici, in particolare quelli impiegati per il tumore del colon-retto, nell’arco di tempo compreso tra il 1981 ed il 2015, nel Regno Unito). L’elemento interessante è che il dato non si basa sull’analisi dei soli farmaci oncologici, ma prende in considerazione farmaci di 5 aree terapeutiche (ipertensione, asma, artrite reumatoide, schizofrenia e appunto il tumore del colon-retto). Come è facile immaginare, il costo medio dei farmaci oncologici supera quello delle altre categorie, in particolare per i farmaci biologici.
Deve far riflettere il fatto che questi articoli, pubblicati su una rivista non oncologica, portano all’attenzione della comunità medica il problema del costo dei farmaci per il cancro, più o meno velatamente additandoli come responsabili di un marcato incremento della spesa farmaceutica, e anche mettendo in dubbio il reale valore di tale spesa. Nelle conclusioni, infatti, gli autori dicono: “il prezzo dei farmaci continua a salire, trasversalmente in diverse aree terapeutiche. Questo ha qualche associazione con le novità, ma non è chiaro se l’incremento dei prezzi sia associato a benefici clinici”. Si parla di “novelty”, che letteralmente vuol dire “novità” e non necessariamente “innovazione”.
In un momento storico in cui si avverte in maniera crescente la limitatezza delle risorse, è probabile che possa crescere l’accusa di scarso valore clinico per alcune spese in ambito oncologico, non solo da parte del pagatore (ad esempio il servizio sanitario), ma anche da parte degli altri specialisti che concorrono alla divisione delle risorse. Per questo, è particolarmente importante che gli oncologi siano i primi a valutare criticamente l’innovatività e il valore dei trattamenti, al fine di difendere con successo quelli che veramente valgono.
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