martedì, 11 agosto 2026
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22 Ottobre 2024

TUMORE DEL POLMONE, IN REGIONE LAZIO OLTRE 3.100 NUOVI CASI L’ANNO

Ogni anno nella Regione Lazio oltre 3.100 persone si ammalano di cancro ai polmoni (1). In totale i nuovi casi l’anno in tutta Italia ammontano a più di 44mila e la sopravvivenza netta a cinque anni si attesta al 16% negli uomini e al 23% nelle donne (2). Tuttavia negli ultimi anni si sono registrati dei progressi sia a livello di diagnosi che di terapia. In particolare gli specialisti riescono ad avere importanti e maggiori informazioni sulle caratteristiche molecolari del singolo carcinoma. Sono così identificati molteplici bersagli molecolari e da questi sono state sviluppate terapie in grado di agire in modo mirato (target therapy). Vi è poi l’immunoterapia, un trattamento basato sull’attivazione del sistema immunitario verso le cellule tumorali. Le prospettive aperte da questi approcci terapeutici sono al centro del convegno “Excellence in Lung Cancer”, che si apre oggi a Roma e che vede la partecipazione di oltre 60 tra i massimi esperti nazionali di una malattia oncologica tra le più temute.

La patologia si divide in due sottogruppi: il carcinoma a piccole cellule (o microcitoma) che rappresenta da solo il 15% dei casi ed in cui, salvo casi diagnosticati in fase molto precoce, la chirurgia non ha alcuna indicazione. E’ una neoplasia caratterizzata da cellule di piccole dimensioni, che al microscopio assumono l’aspetto tipico di un chicco d’avena. Il carcinoma non a piccole cellule (NSCLC) invece rappresenta circa l’85% dei casi di tumore polmonare. “Tra questi vi è una quota sempre più crescente di tumori caratterizzati da un’alterazione molecolare, che possono essere trattati con terapie mirate – afferma il prof. Emilio Bria, Coordinatore della Ricerca Clinica sui Tumori del Polmone del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Direttore UOC Oncologia Medica Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola di Roma. Un esempio è rappresentato da Alectinib per la malattia ALK traslocata in stadio avanzato, terapia consolidata da anni in pratica clinica, che conferma i dati di efficacia e il buon profilo di tollerabilità e maneggevolezza emersi negli studi clinici. Attualmente la Regione Lazio ha costituito un piano per riorganizzare le reti oncologiche in modo più funzionale e nel rispetto delle esigenze territoriali, inclusa quella del tumore del polmone. Ha promosso e avviato specifici tavoli di lavoro proprio per aggiornare e definire un nuovo PDTA a valenza regionale, con criteri di accesso e di percorso che possano rappresentare un riferimento per tutte le aziende sanitarie che si propongono nel trattare la neoplasia”.

“Excellence in lung cancer” ospitato a Roma,  è il secondo di tre appuntamenti nazionali in cui gli esperti si confrontano sulle più recenti novità terapeutiche. “Sul fronte del microcitoma in stadio esteso l’introduzione dell’immunoterapia ha rappresentato una novità rilevante – spiega il prof. Federico Cappuzzo, Direttore di Oncologia Medica 2 presso l’INT Regina Elena di Roma -. Finalmente abbiamo ottenuto un miglioramento e soprattutto un aumento della percentuale dei pazienti lungosopravviventi, come osservato all’interno dello studio di estensione IMbrella A che include i pazienti dello studio IMpower 133. I dati emersi confermano i benefici ottenuti nella frazione di pazienti analizzati sul controllo a lungo termine della malattia (12% di pazienti vivi a 5 anni). E’ perciò possibile incidere sulla sopravvivenza della neoplasia”.  Oggi l’immunoterapia come trattamento singolo o in associazione alla chemioterapia   è diventata il nuovo standard di cura per il tumore al polmone, con   l’opportunità di scegliere la modalità di somministrazione. Infatti, recentemente la terapia con Atezolizumab è stata resa disponibile dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) anche nella formulazione sottocutanea,   garantendo  vantaggi ai clinici   ai pazienti e alle strutture sanitarie.

Sempre al convegno di Roma sono presentate le ultime evidenze scientifiche sulla target therapy, in quanto importanti traguardi sono stati raggiunti grazie a queste terapie a bersaglio molecolare. In particolare Alectinib, un farmaco inibitore di ALK che agisce bloccando l’attività di questo recettore, riducendo così la crescita e la proliferazione del tumore. “Lo studio ALINA ha definito per primo il ruolo di inibitori specifici per i pazienti con riarrangiamento di ALK in fase precoce di malattia, dopo resezione chirurgica – prosegue il prof. Bria -. Lo studio si è confrontato direttamente con la chemioterapia adiuvante, che per gli oncologi ha rappresentato per anni un trattamento “scomodo”, offrendo un beneficio per i pazienti ma a fronte di un rischio di tossicità rilevante. Sarà quindi ora possibile sostituire la chemioterapia con una terapia ben tollerata e che aumenta le probabilità di guarigione. Il farmaco rappresenta perciò un elemento cruciale nell’evoluzione dei trattamenti e delle prospettive dei pazienti”.

“Il mondo della medicina di precisione e delle target therapy per il tumore polmonare è destinato a crescere – afferma la prof.ssa Silvia Novello, Università di Torino AOU San Luigi Gonzaga, Orbassano -. La sfida maggiore, per questa tipologia di trattamenti, continuerà ad essere lo studio dei meccanismi di resistenza per poter offrire migliori opportunità ai pazienti. Per quanto riguarda l’immunoterapia, la vera rivoluzione è stata la sua adozione nelle fasi precoci di malattia, sia nel setting perioperatorio, ovvero prima e dopo l’intervento chirurgico, sia nel setting adiuvante – ovvero dopo l’intervento chirurgico. Questa tipologia di trattamento è inserita in uno schema nuovo, che vede la combinazione e l’integrazione delle due tipologie di cure. Gli eventi di aggiornamento come questo che si apre oggi a Roma, sono di fondamentale importanza perché le novità scientifiche sono tante ed incalzanti e il confronto costruttivo tra i diversi specialisti è ormai imprescindibile”. 


Bibliografia

  1. OPEN SALUTE LAZIO https://www.opensalutelazio.it/salute/
  2. I numeri del Cancro 2023 AIOM, AIRTUM, Fondazione AIOM, ONS, PASSI, PASSI d’Argento e SIAPeC-IAP
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