Medinews
18 Marzo 2013

TRATTAMENTO DEI PAZIENTI ONCOLOGICI CON CATETERE VENOSO CENTRALE: LINEE GUIDA ASCO DI CLINICA PRATICA

Per sviluppare linee guida basate sull’evidenza relative ai trattamenti di pazienti con cancro somministrati attraverso catetere venoso centrale (CVC) che specificamente riguardino il tipo di catetere, il sito di inserimento e il posizionamento, oltre a profilassi e trattamento delle infezioni e della trombosi correlate al catetere, esperti dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), appartenenti ai maggiori centri oncologici nordamericani (USA e Canada), hanno condotto una ricerca sistematica sui database di MEDLINE e Cochrane Library (dal 1980 a luglio 2012) per identificare gli articoli più importanti pubblicati in lingua inglese. La qualità globale dell’evidenza derivante da studi randomizzati, controllati, è stata giudicata buona. È stata osservata anche una consistenza tra le meta-analisi e le linee guida preparate da altri gruppi. Le raccomandazioni degli esperti dell’ASCO sono riassunte nell’articolo pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi testo integrale). Secondo gli autori non esiste sufficiente evidenza per raccomandare un tipo di CVC o sito di inserimento e, in particolare, il cateterismo femorale dovrebbe essere evitato. Il CVC dovrebbe essere inserito da professionisti esperti ed è raccomandata l’applicazione di CVC associata a ‘clinical care bundle’ (serie di misure preventive di pratica clinica). L’uso di CVC imbevuti con antimicrobici/antisettici e/o eparina è raccomandato per ridurre il rischio di infezioni legate alla presenza del catetere nei CVC applicati per brevi periodi, in particolare a gruppi di pazienti ad alto rischio, anche se ulteriori studi sono necessari. L’uso profilattico di antibiotici sistemici non è raccomandato prima dell’inserimento. Non esistono dati sufficienti per raccomandare o meno l’uso di routine della terapia antibiotica ‘flush and lock’; anche in questo caso ulteriori studi sono necessari. Prima di iniziare la terapia antibiotica, si dovrebbe fare una coltura batterica. Alcune infezioni pericolose per la vita richiedono la rimozione immediata del catetere, ma la maggior parte può essere trattata con terapia antimicrobica lasciando il CVC in situ. È anche raccomandato il lavaggio di routine con soluzione salina, mentre l’uso profilattico di warfarin o eparina a basso peso molecolare non lo è, sebbene un attivatore del plasminogeno tessutale (t-PA) sia suggerito per riaprire il catetere occluso. La rimozione del CVC è infine raccomandata quando il catetere non sia più necessario o si manifesti trombosi, confermata alla radiografia, in peggioramento malgrado la terapia anticoagulante.
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