venerdì, 19 luglio 2024
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1 Agosto 2012

TRAPIANTO DI FEGATO NEL CARCINOMA EPATICO: INCLUSIONE DI ALFA-FETOPROTEINA MIGLIORA PERFORMANCE DEI CRITERI DI MILANO

La previsione della recidiva è favorita dalla selezione dei candidati al trapianto attuata con il modello che include anche la proteina fetale

Ricercatori afferenti al Liver Transplantation French Study Group hanno cercato di migliorare il modello prognostico, predittivo della recidiva, nei candidati al trapianto di fegato che presentano carcinoma epatico. I fattori predittivi di recidiva sono stati analizzati con modello di Cox in una coorte di studio di 537 pazienti trapiantati per carcinoma epatico. È stato sviluppato un punteggio prognostico, validato in una coorte nazionale di 435 pazienti seguiti prospettivamente. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Gastroenterology (leggi abstract) indicano che i valori di alfa-fetoproteina (AFP) erano fattori predittivi indipendenti di recidiva del tumore e correlavano con l’invasione vascolare e la differenziazione. Alla soglia di punteggio Cox di 0.7 (AUROC 0.701, IC 95%: 0.63 – 0.76; accuratezza 75.8%) il modello che combinava AFP log10, dimensioni e numero delle lesioni tumorali, è risultato altamente predittivo di recidiva del tumore e di morte. Utilizzando una versione semplificata del modello, con valori di AFP non trasformati, è stato identificato un valore di cut-off di 2. Nella coorte di validazione, un punteggio > 2 prediceva un marcato incremento del rischio di recidiva a 5 anni (50.6±10.2 vs 8.8±1.7%; p < 0.001) e una riduzione della sopravvivenza (47.5±8.1 vs 67.8±3.4%; p = 0.002) rispetto agli altri. Tra i pazienti fuori dai criteri di Milano, un punteggio ≤ 2 identificava un sottogruppo con AFP < 100 ng/mL con basso rischio di recidiva a 5 anni (14.4±5.3 vs 47.6±11.1%; p = 0.006). Nei pazienti che invece rientravano nei criteri di Milano, un punteggio > 2 identificava un sottogruppo con AFP > 1000 ng/mL ad alto rischio di recidiva (37.1±8.9 vs 13.3±2.0%; p < 0.001). L’NRI (Net Reclassification Index) ha suggerito una superiorità della predizione del modello che teneva conto di AFP rispetto ai criteri di Milano. In conclusione, poiché la previsione della recidiva del tumore è significativamente migliore con il modello che include AFP, gli autori propongono l’adozione di nuovi criteri di selezione dei candidati con carcinoma epatico per il trapianto, che tengano in considerazione i valori di AFP.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 7 – Agosto 2012
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