Medinews
23 Luglio 2013

TOSSICITÀ DA FLUOROPIRIMIDINE: CON MUTAZIONE DI DIIDROPIRIMIDINA DEIDROGENASI È NECESSARIA LA REVISIONE DI DOSE E DI SCHEDULA

Nei pazienti che presentano mutazione del gene dell’enzima diidropirimidina deidrogenasi (DPD) IVS14+1G>A sono necessarie riduzioni più importanti della dose di 5-fluorouracile (5-FU) o di terapie alternative. Il DPD è un enzima chiave nel catabolismo metabolico di 5-FU e dei suoi derivati (capecitabina e tegafur) ed è stato dimostrato che una riduzione parziale o completa dell’attività di DPD induce gravi tossicità nei pazienti oncologici trattati con terapia contenente derivati delle fluoropirimidine. I ricercatori dell’Azienda Ospedaliera Arcispedale S. Maria Nuova, IRCCS, di Reggio Emilia hanno analizzato, in 180 pazienti candidati al trattamento con farmaci della classe di 5-FU, la presenza della mutazione più comune di DPD, IVS14+1G>A, e individuato 4 pazienti eterozigoti. Nello studio pubblicato sulla rivista Internal and Emergency Medicine (leggi abstract) sono state registrate tutte le tossicità che si sono manifestate nei 180 pazienti dopo i primi due cicli di chemioterapia: tre dei 4 pazienti eterozigoti, sebbene trattati con una dose dimezzata sulla base dell’analisi genetica, hanno mostrato tossicità grave che ha portato all’ospedalizzazione del paziente e a interruzione prematura del trattamento. Un paziente portatore di mutazione DPD non è stato trattato con la chemioterapia, su decisione del medico curante, per l’osservazione del genotipo mutato di DPD e per la presenza di instabilità dei microsatelliti. In conclusione, i dati di questo studio italiano suggeriscono che, nei pazienti con mutazione DPD IVS14+1G>A, sono necessarie riduzioni molto maggiori della dose di farmaco della classe di 5-FU o delle terapie alternative.
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