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Medinews
7 Febbraio 2013

TERAPIA CHIRURGICA DEL CARCINOMA EPATICO IN STADIO INIZIALE NELL’ERA MODERNA: ANALISI SU 10 ANNI DI SEER-MEDICARE

Sebbene alcuni pazienti non siano candidati a questa modalità di trattamento si spreca un’importante opportunità di migliorarne la sopravvivenza

I ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora hanno cercato di quantificare la pratica e analizzare i fattori predittivi di ricevimento della terapia chirurgica per il carcinoma epatico in stadio precoce. L’incidenza di epatocarcinoma è in aumento e le opzioni di terapia chirurgica per il tumore in fase iniziale si sono ampliate, ma la sua applicazione non è stata esaminata in una coorte contemporanea. Per questo studio retrospettivo di coorte, gli autori hanno utilizzato i dati del database del SEER (Surveillance, Epidemiology, and End Results) collegati a Medicare, nel periodo 1998 – 2007. I dati analizzati si riferivano a pazienti di 66 anni o più anziani, con carcinoma epatico in stadio iniziale (tumori ≤ 5 cm, senza malattia metastatica, metastasi linfonodali, estensione extraepatica o invasione vascolare maggiore). I dati sia del SEER che di Medicare sono stati utilizzati per accertare il ricevimento della terapia, il carico delle comorbilità e le altre variabili relative a pazienti ed ospedale. Modelli di regressione logistica di analisi multivariata sono stati utilizzati per valutare i fattori associati al ricevimento della terapia. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Surgery (leggi abstract), sono stati identificati 1745 pazienti in base ai criteri di selezione: la maggior parte presentava lesioni di 2 – 5 cm (n = 1440; 83%). I tumori solitari (n = 1121; 64%) erano più comuni di quelli multipli (n = 624; 36%) e 820 pazienti (47%) con carcinoma epatico iniziale non hanno ricevuto terapia chirurgica. Tra i 741 pazienti con tumore solitario, unilobare e conferma microscopica di carcinoma epatico, 246 (33%) non hanno ricevuto terapia chirurgica; mentre tra i 535 pazienti che non mostravano comorbilità epatiche, 273 (51%) non sono stati sottoposti alla procedura chirurgica. In analisi multivariata, l’età del paziente, il reddito, i fattori tumorali, le comorbilità epatiche e le variabili legate all’ospedale sono stati associati al ricevimento della terapia chirurgica. In conclusione, sebbene alcuni pazienti con carcinoma epatico in stadio precoce non siano candidati alla terapia chirurgica, i dati dello studio suggeriscono che si perde un’importante opportunità di migliorare la sopravvivenza di questi pazienti attraverso l’utilizzo della terapia chirurgica.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2013
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