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Medinews
16 Ottobre 2012

STUDIO HERA: RISULTATI DI UN FOLLOW-UP PROLUNGATO DOPO UNO VS DUE ANNI DI TRASTUZUMAB DOPO TERAPIA ADIUVANTE DEL CARCINOMA MAMMARIO INIZIALE HER2-POSITIVO

I risultati di efficacia a un follow-up prolungato dello studio HERA (HERceptin Adjuvant trial), presentati il 1 ottobre al congresso ESMO dal prof. Richard Gelber della Harvard Medical School e Dana-Farber Cancer Institute di Boston, confermano che un anno di terapia adiuvante con trastuzumab costituisce il trattamento migliore per le pazienti con carcinoma mammario, HER2-positivo, in stadio iniziale. I ricercatori europei aggiungono che i benefici in termini di sopravvivenza libera da malattia (DFS) e globale (OS) persistono nel tempo e l’incidenza di eventi cardiaci, considerati come endpoint nello studio, rimane bassa ad una mediana di follow-up di 8 anni. La somministrazione di trastuzumab per un anno è considerata lo standard di cura perché offre un significativo aumento della DFS e della OS in pazienti con carcinoma mammario iniziale HER2-positivo e lo studio HERA è il solo studio randomizzato che ha esaminato se una durata più lunga della somministrazione di trastuzumab potesse migliorare ulteriormente l’esito di efficacia. Lo studio internazionale, multicentrico, randomizzato, di fase III, HERA, condotto dal Breast International Group (BIG 01-01) ha valutato 5102 donne con cancro mammario HER2-positivo in stadio iniziale. Le pazienti sono state randomizzate, dopo completamento della terapia primaria (chirurgia, chemioterapia e radioterapia, come indicato) a trastuzumab ogni 3 settimane per 1 anno oppure 2 anni oppure solo osservazione. L’analisi di ‘landmark’ di efficacia ha comparato l’esito delle pazienti randomizzate a trastuzumab (n = 1553 per 2 anni e n = 1552 per 1 anno) che risultavano libere dal tumore un anno dopo la randomizzazione. Endpoint primario era la DFS, mentre endpoint secondari erano la OS e il tempo alla recidiva a distanza (TTDR). Le analisi aggiornate di efficacia dei bracci con trastuzumab vs osservazione ad un follow-up mediano di 8 anni sono state pubblicate sulla rivista Annals of Oncology (vedi abstr. LBA6_PR). Al 12 aprile 2012, lo studio HERA ha raggiunto il numero prefissato di 725 eventi DFS indicato per ottenere la significatività statistica (potere dell’80% di rilevare un vero hazard ratio, HR, di 0.80 nella comparazione tra 2 anni vs 1 anno con trastuzumab). I risultati indicano un HR non aggiustato di un evento nel braccio con trastuzumab per 2 anni vs 1 anno pari a 0.99 (IC 95%: 0.85 – 1.14; p = 0.8588) e una OS nei due bracci comparabile (HR = 1.05, IC 95%: 0.86 – 1.28; p = 0.6333), così come i dati del TTDR. Anche l’endpoint primario di tossicità cardiaca, inteso come morte di origine cardiaca o scompenso cardiaco grave (classe NYHA III o IV, confermata da un cardiologo, e riduzione significativa della frazione di eiezione ventricolare sinistra, LVEF), era simile nei due bracci (0.96 vs 0.83%, rispettivamente per i bracci a 2 anni vs 1 anno), mentre quello secondario di tossicità cardiaca, intesa come riduzione assoluta ≥ 10% dal valore basale di LVEF e a < 50%, era più alto nel braccio a 2 anni (7.17 vs 4.10%). I benefici di DFS e OS in entrambe i bracci di trattamento rimanevano stabili ad un follow-up mediano di 8 anni, rispetto al braccio di osservazione. In conclusione, i risultati dello studio confermano che un anno di terapia adiuvante con trastuzumab rimane lo standard di cura per le pazienti con carcinoma mammario in stadio iniziale, HER2-positivo. È inoltre rassicurante osservare che il miglioramento significativo di DFS e OS persiste nel tempo e che l’incidenza di eventi cardiaci rimane bassa a un follow-up mediano di 8 anni.

Scarica il volume degli abstract del Congresso ESMO 2012
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