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Medinews
4 Novembre 2013

STUDIO AVAPERL DI FASE III SULLA TERAPIA DI MANTENIMENTO CON BEVACIZUMAB IN ASSOCIAZIONE O MENO A PEMETREXED DOPO INDUZIONE DI PRIMA LINEA CON BEVACIZUMAB, CISPLATINO E PEMETREXED NEL TUMORE AVANZATO DEL POLMONE, NON A PICCOLE CELLULE, NON SQUAMOSO

In una popolazione di pazienti non selezionati con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), non squamoso, che avevano ottenuto controllo della malattia con chemioterapia contenente platino e bevacizumab, il trattamento di mantenimento con bevacizumab e pemetrexed è stato associato a un significativo beneficio di sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a solo bevacizumab. La terapia di mantenimento è associata a una migliore sopravvivenza nei pazienti con NSCLC, ma pochi studi hanno comparato agenti attivi in questo ambito. Lo studio randomizzato, di fase III, AVAPERL (MO22089), ha valutato la sicurezza e l’efficacia di bevacizumab in associazione o meno a pemetrexed come terapia di mantenimento. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), i pazienti che presentavano NSCLC non squamoso in stadio avanzato hanno ricevuto, in prima linea, bevacizumab (7.5 mg/kg), cisplatino (75 mg/m2) e pemetrexed (500 mg/m2) ogni 3 settimane per 4 cicli e i pazienti che hanno ottenuto risposta o stabilizzazione della malattia sono stati randomizzati (1:1) alla terapia di mantenimento con solo bevacizumab (7.5 mg/kg) oppure alla combinazione di bevacizumab (7.5 mg/kg) e pemetrexed (500 mg/m2) ogni 3 settimane fino a progressione o tossicità inaccettabile. Endpoint primario era la PFS, dopo randomizzazione. In totale, 376 pazienti hanno ricevuto terapia di induzione, il 71.9% di questi ha ottenuto il controllo della malattia e il 67.3% è stato randomizzato alla terapia di mantenimento: 125 vs 128 pazienti hanno ricevuto rispettivamente solo bevacizumab vs bevacizumab e pemetrexed. A un follow-up mediano di 8.1 mesi, i ricercatori europei (in Italia: il gruppo dell’Ospedale Civile Santissima Annunziata di Sassari), russi e sudcoreani hanno osservato una PFS, dopo randomizzazione, significativamente migliore nel braccio di bevacizumab e pemetrexed (mediana: 3.7 vs 7.4 mesi; hazard ratio 0.48, IC 95%: 0.35 – 0.66; p < 0.001), secondo un modello stratificato. Il beneficio di PFS si allargava anche ai sottogruppi di età, performance status, storia di abitudine al fumo e risposta all’induzione (malattia stabile vs risposta parziale). Eventi avversi di ogni grado, di grado ≥ 3 e gravi si sono manifestati più spesso con il trattamento di mantenimento combinato con bevacizumab e pemetrexed. Non è emersa alcuna nuova segnalazione di sicurezza. In conclusione, in una popolazione non selezionata di pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule, non squamoso, che avevano ottenuto controllo della malattia con la chemioterapia contenente cisplatino e bevacizumab, la terapia di mantenimento con bevacizumab e pemetrexed è stata associata a un significativo beneficio di sopravvivenza libera da progressione rispetto a solo bevacizumab. La combinazione è stata ben tollerata.
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