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Medinews
17 Settembre 2012

STRATEGIE DI TRATTAMENTO DIVERSE PER SOTTOTIPI DI TUMORE GASTRO-ESOFAGEO IN STADIO INIZIALE: CONSENSO INTERNAZIONALE DI ESPERTI

Alla Prima Conferenza sul Cancro Gastrointestinale 2012 del St. Gallen EORTC, il Pannello di Esperti ha differenziato chiaramente le raccomandazioni per il trattamento e la stadiazione dei diversi tumori gastro-esofagei. Nella pubblicazione sulla rivista European Journal of Cancer (leggi abstract), il Consenso Internazionale di Esperti per il tumore gastrico localmente avanzato (≥ T3N+) suggerisce che la modalità di trattamento da preferire è la chemioterapia pre- e post-operatoria. La maggior parte dei membri del Pannello adotterebbe un approccio simile anche per i tumori T2N+ o persino T2N0, principalmente perché la stadiazione pre-terapeutica è considerata molto inaffidabile. Gli Esperti hanno concordato sul fatto che l’adenocarcinoma della giunzione gastro-esofagea (AEG) sia meglio classificato con quanto dichiarato da Siewert et al e che la radio-chemioterapia pre-operatoria sia il trattamento da preferire per i tumori di tipo I e II. Per il tipo III, cioè i tumori che possono essere considerati carcinoma gastrico, l’approccio migliore è la chemioterapia peri-operatoria, mentre per i tumori dell’esofago operabili a cellule squamose la maggioranza degli esperti raccomanda, come approccio ottimale, la radio-chemioterapia seguita dalla chirurgia, indipendentemente dalle dimensioni del tumore. Al contrario, la radio-chemioterapia definitiva è stata giudicata appropriata per i tumori in stadio avanzato con esteso coinvolgimento dei linfonodi (N2) o per i carcinomi dell’esofago prossimale. Nello stesso articolo, sono presentate raccomandazioni anche sull’uso dell’eco-endoscopia, della PET-CT e della laparoscopia per la stadiazione del tumore e sull’approccio da preferire per la chirurgia.
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