Medinews
26 Marzo 2013

SECONDO TRATTAMENTO CON IPILIMUMAB IN PAZIENTI CON MELANOMA AVANZATO IN PROGRESSIONE DOPO INIZIALE CONTROLLO DELLA MALATTIA

Ipilimumab permette di ottenere prolungate risposte obiettive e/o stabilizzazione in pazienti che ricevono un secondo trattamento alla progressione della malattia, senza incremento della tossicità. Ipilimumab è un anticorpo monoclonale, completamente umano, contro l’antigene 4 associato ai linfociti citotossici T (CTLA-4), che ha evidenziato in uno studio di fase III offrire una migliore sopravvivenza in pazienti con melanoma avanzato, già trattati. Alcuni pazienti che, in questo studio, avevano inizialmente risposto alla terapia con ipilimumab, ma successivamente avevano mostrato progressione della malattia, erano considerati eleggibili a un secondo trattamento con il regime di randomizzazione originario. Nello studio di fase III, pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research (leggi abstract), sono descritti gli ‘outcome’ di questi pazienti in termini di caratteristiche basali, migliore risposta globale e tasso di controllo della malattia, comparati rispetto alla popolazione globale. Ricercatori europei e statunitensi hanno randomizzato 676 pazienti pre-trattati a ricevere ipilimumab (3 mg/kg) associato a vaccino gp100, ipilimumab (3 mg/kg) e placebo oppure solo vaccino gp100. Tra questi, 32 pazienti hanno mostrato risposta obiettiva parziale o completa oppure stabilizzazione della malattia dopo la terapia e rientravano quindi nei criteri di eleggibilità per il ri-trattamento; in totale però sono stati trattati nuovamente 40 pazienti. I risultati dello studio indicano che i tassi di migliore risposta globale (risposte complete e parziali) tra 31 pazienti eleggibili al ri-trattamento, inclusi nei gruppi ipilimumab associato al vaccino gp100 o ipilimumab e placebo, erano rispettivamente di 3 su 23 (13.0%) e 3 su 8 (37.5%) e i tassi di controllo della malattia erano rispettivamente del 65.2 e 75.0%. Non sono state osservate nuove tossicità durante il ri-trattamento e la maggior parte degli eventi era di grado lieve – moderato. In conclusione, ipilimumab ha offerto risposte obiettive e/o stabilizzazione della malattia durevoli in pazienti eleggibili che hanno ricevuto un secondo trattamento con ipilimumab dopo progressione della malattia, senza alcuna alterazione del profilo di tossicità rispetto a quanto osservato durante il regime di trattamento originale.
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