mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
17 Giugno 2013

RUOLO DELLA CHIRURGIA ALLA MAMMELLA IN PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO T1-3 CON METASTASI OSSEE SINCRONE

La resezione chirurgica nelle pazienti con tumore mammario metastatico, che hanno sviluppato metastasi ossee sincrone, ha un ruolo favorevole sia sulla progressione che sulla mortalità. L’impatto della chirurgia alla mammella sulla sopravvivenza del tumore mammario metastatico è tuttora controversa. Ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano hanno esaminato questo aspetto in una serie monocentrica di pazienti con tumore mammario metastatico e metastasi ossee sincrone. A questo scopo, hanno identificato, tra il 2000 e il 2008, 187 donne consecutive che avevano ricevuto diagnosi di tumore mammario localmente operabile (T1-T3), con metastasi ossee sincrone, ma nessun altro sito di metastasi a distanza coinvolto. Nello studio pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research and Treatment (leggi abstract), la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la sopravvivenza globale (OS) sono state comparate nelle pazienti sottoposte a resezione chirurgica vs il gruppo di non operate. L’età mediana era 51 anni e il 92% delle donne presentava tumore ormono-positivo. Al momento della diagnosi, 131 delle 187 pazienti (70%) sono state sottoposte a chirurgia. Le pazienti operate e non-operate differivano in termini di numero di siti metastatici alle ossa: una metastasi singola è stata rilevata in 35 donne operate (28%) vs 6 (11%) in quelle non-operate (p = 0.01). Nessun’altra differenza significativa è stata osservata. L’hazard ratio, aggiustato per variabili multiple, di PFS è risultato pari a 0.63 (IC 95%: 0.43 – 0.92), mentre quello di OS era 0.64 (IC 95%: 0.41 – 0.99), a favore della chirurgia. L’incidenza cumulativa a 5 anni di progressione alla cute nella mammella ipsilaterale è risultata del 18% nelle pazienti non-operate. In conclusione, in quest’ampia e omogenea serie di pazienti con tumore mammario metastatico, che presentavano metastasi ossee sincrone, il ruolo della chirurgia alla mammella ha un impatto favorevole sia sulla progressione della malattia che sulla mortalità.
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