Medinews
26 Febbraio 2013

RISULTATI DELLO STUDIO MULTICENTRICO CANDY SULLA GESTIONE DEL TRATTAMENTO ANTICANCRO NEI PAZIENTI IN DIALISI CRONICA

La sopravvivenza dei pazienti in dialisi che presentano cancro incidentale è bassa, quindi è importante valutare con cura il trattamento antitumorale, come accade per i pazienti non in dialisi, e seguire le attuali raccomandazioni di gestione per lo specifico agente sia per aggiustare la dose che per evitare l’eliminazione prematura del farmaco durante le sessioni di dialisi. Un milione di persone nel mondo attualmente traggono beneficio dalla dialisi cronica, con un tasso annuale di crescita del 5% nei Paesi occidentali. A causa dell’aumentata incidenza di cancro nei pazienti dializzati, la loro gestione rappresenta ora una sfida per oncologi e nefrologi. Ricercatori francesi coinvolti nello studio multicentrico retrospettivo CANDY (CANcer and DialYsis) hanno esaminato pazienti in dialisi cronica che hanno successivamente sviluppato cancro (T0). I pazienti sono stati seguiti per un massimo di due anni da quel momento (T0). Le prescrizioni di agenti anticancro sono state esaminate con particolare riguardo all’aggiustamento della dose e all’eliminazione renale attraverso la dialisi. Lo studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) ha incluso 178 pazienti arruolati in 12 centri francesi. Il tempo medio intercorso tra l’inizio della dialisi e la diagnosi del tumore (T0) è risultato di 30.8 mesi; 50 pazienti hanno ricevuto il trattamento anticancro. Tra essi, il 72 e l’82% ha ricevuto almeno un farmaco che necessitava rispettivamente una correzione della dose o la somministrazione dopo le sessioni di dialisi. La chemioterapia è stata evitata o interrotta prematuramente in molti casi, nei quali il trattamento sistemico fosse indicato o spesso non adeguato. In conclusione, la sopravvivenza dei pazienti con cancro incidentale in dialisi è bassa. Secondo gli autori, è cruciale considerare in questi pazienti il trattamento con farmaci antitumorali come avviene per i pazienti non in dialisi e fondamentale utilizzare le raccomandazioni di trattamento specifico attualmente disponibili per aggiustare la dose e per evitare l’eliminazione prematura di farmaco durante le sessioni di dialisi.
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