lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
4 Agosto 2009

RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE ANCORA POCO UTILIZZATA NEGLI USA

Più del 40 percento dei pazienti americani ricoverati in ospedale per un evento cardiaco (infarto miocardico, intervento coronarico percutaneo e rivascolarizzazione con bypass aorto-coronarico) non viene inviato ad una adeguata terapia riabilitativa. Tutto ciò, nonostante i noti benefici e le raccomandazioni delle linee guida. La denuncia viene da Todd Brown e colleghi che hanno analizzato i dati di un programma dell’American Heart Association che ha coinvolto più di 70.000 pazienti dimessi da 156 ospedali statunitensi dopo evento cardiaco nel periodo 2000 – 2007. L’età media dei pazienti era 64,1 anni; il 68 percento era di sesso maschile, il 66 percento presentava ipertensione, il 52 percento dislipidemia, il 30 diabete e un indice di massa corporea medio di 29,1. I risultati indicano che solo il 56,5 percento viene sottoposto a riabilitazione cardiovascolare. La terapia non viene consigliata soprattutto ai più anziani, a chi ha subito infarto miocardico non-ST e in presenza di comorbilità. La riabilitazione cardiovascolare, associata all’esercizio fisico, ha il fine di favorire il buon esito delle terapie, di ridurre il rischio di eventi successivi e di disabilità causate dalla cardiopatia. E proprio per questi motivi, secondo gli autori dello studio, deve essere consigliata.

Journal of the American College of Cardiology
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