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Medinews
5 Luglio 2019

Regorafenib dose-optimisation in patients with refractory metastatic colorectal cancer (ReDOS): a randomised, multicentre, open-label, phase 2 study

Regorafenib confers an overall survival benefit in patients with refractory metastatic colorectal cancer; however, the adverse event profile of regorafenib has limited its use. Despite no supportive evidence, various dosing schedules are used clinically to alleviate toxicities. This study evaluated the safety and activity of two regorafenib dosing schedules. In this randomised, multicentre, open-label, phase 2 study done in 39 outpatient cancer centres in the USA, adults aged … (leggi tutto)

Lo studio ReDOS si inserisce nel tema della qualità di vita nel paziente con adenocarcinoma del colon pretrattato dopo il fallimento di terapia con fluoropirimidine, oxaliplatino, irinotecan, antiangiogenici e – nei casi biologicamente adatti – di EGFR inibitori.
Tra le possibilità oggi valutabili nella pratica clinica abbiamo la trifluridina tipiracil ovvero il regorafenib, scelte sostenute dai risultati di studi randomizzati di fase III. La terapia con regorafenib è frequentemente limitata dalla precoce insorgenza di fatigue, diarrea e hand-foot skin reaction, tali effetti collaterali riducono la compliance, peggiorano la qualità di vita e rendono necessarie riduzioni di dose o condizionano la prosecuzione del farmaco. Infatti, non solo a causa della progressione, meno della metà dei pazienti che avviano il trattamento riescono a riceverlo per oltre due cicli.
Lo studio nordamericano ReDOS ha previsto una randomizzazione a 4 bracci: due con dose iniziale ridotta di regorafenib [80 mg/die] con o senza terapia pre-emptive per la tossicità cutanea, due con dose iniziale standard [160 mg/die] sempre con o senza terapia pre-emptive per la tossicità cutanea. In caso di avvio a dose ridotta era prevista una dose-escalation incrementale di 40 mg a settimana fino a raggiungere la dose standard qualora non fossero state registrate tossicità relate al trattamento. Endpoint primario dello studio era la proporzione di pazienti che iniziava il terzo ciclo.
La popolazione per-protocol ha incluso 54 pazienti nel gruppo della dose-escalation e 62 soggetti in quello della dose standard di regorafenib. Il numero di pazienti che ha avviato il terzo ciclo è stato 23/54 nel braccio con la dose-escalation [43%] e 16/62 nel braccio con dose standard [26%], con una p = 0,043. Inoltre vi è stata una riduzione della tossicità con mantenimento dell’efficacia.
Sebbene lo studio non sia immune da possibili bias, il messaggio per la pratica clinica è quello che, quando scegliamo di prescrivere regorafenib, la strategia di dose-escalation è una valida alternativa alla terapia a dose standard.
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