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12 Giugno 2013

PROSPETTIVA EUROPEA DI STRATEGIE MULTIDISCIPLINARI PER MIGLIORARE GLI ESITI DEL TRATTAMENTO DEL CARCINOMA EPATICO

Panoramica del tumore sviluppata attraverso una revisione della letteratura, dei dati di studi clinici e delle linee guida cliniche aggiornate

Il carcinoma epatico è una malattia complessa con prognosi sfavorevole: i tassi di incidenza e mortalità sono in continua crescita in molte regioni geografiche, aspetto che suggerisce la necessità di individuare migliori strategie di gestione. Tra i molti fattori di rischio per l’epatocarcinoma, i più comuni sono la cirrosi per infezione cronica da virus dell’epatite B o C e il consumo di alcool, l’obesità e il diabete. In alcuni pazienti, i fattori combinati di rischio rappresentano ulteriori sfide nella prevenzione e nel trattamento del carcinoma epatico. Screening e sorveglianza delle popolazioni ad alto rischio variano ampiamente con la regione geografica e l’accesso a una sorveglianza ottimale è critico per la diagnosi precoce. Il trattamento di scelta per questo tumore dipende dallo stadio della malattia, dal performance status del paziente e dalla funzionalità epatica e richiede un approccio multidisciplinare e una stretta cooperazione tra specialisti per ottenere i migliori esiti nel paziente. Gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista European Journal of Gastroenterology and Hepatology (leggi abstract), sottolineano inoltre che, malgrado gli avanzamenti ottenuti sui trattamenti chirurgici e sulle terapie locoregionali, la recidiva e l’insufficienza epatica rimangono tuttora le sfide più significative. La patogenesi del carcinoma epatico è un processo complesso e ‘multistep’, dove l’angiogenesi gioca un ruolo decisivo. L’inibitore multichinasico sorafenib è in quest’ambito l’unico agente target approvato per il carcinoma epatico in stadio avanzato, anche se risultati promettenti sono stati ottenuti con altri agenti target e combinazioni ed esiste molta attesa per i risultati di studi clinici in corso. In conclusione, i ricercatori europei, tra cui il prof. Massimo Colombo dell’Università di Milano e il prof. Riccardo Lencioni dell’Università di Pisa, ritengono essenziali per migliorare la terapia personalizzata del carcinoma epatico la programmazione di studi clinici rigorosi, che includano nel loro disegno la classificazione molecolare e la validazione di nuovi biomarcatori molecolari.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 6 – Giugno 2013
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