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Medinews
27 Novembre 2012

PREVENZIONE DELL’INSUFFICIENZA OVARICA INDOTTA DA CHEMIOTERAPIA IN PAZIENTI CON LINFOMA TRATTATE CON AGONISTA DEL GnRH

Circa una paziente con linfoma su cinque sviluppa insufficienza ovarica prematura entro il primo anno di follow-up. La somministrazione di un agonista dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRHa) non può offrire una significativa riduzione del rischio di insufficienza ovarica prematura, ma può favorire la protezione della riserva ovarica. Per valutare l’efficacia di un GnRHa nel prevenire l’insufficienza ovarica indotta dalla chemioterapia in pazienti trattate per linfoma di Hodgkin e non Hodgkin, ricercatori francesi e italiani, dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, hanno condotto uno studio prospettico, randomizzato, multicentrico, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract). Le pazienti, di età compresa tra 18 e 45 anni, sono state randomizzate a ricevere triptorelina in associazione a noretisterone (gruppo GnRHa) oppure solo noretisterone (gruppo di controllo) in concomitanza alla chemioterapia contenente agenti alchilanti. Endpoint primario era il tasso di insufficienza ovarica prematura (livelli di ormone di stimolazione follicolare [FSH] ≥ 40 UI/L) dopo un anno di follow-up. In totale, 84 delle 129 pazienti randomizzate hanno completato l’anno di follow-up. I valori medi di FSH, durante la chemioterapia, erano più alti nel gruppo di controllo che in quello randomizzato a GnRHa, tuttavia la differenza si annullava dopo sei mesi di follow-up. Dopo un anno, il 20% delle pazienti nel gruppo GnRHa e il 19% in quello di controllo mostrava insufficienza ovarica prematura (p = 1.00). Più della metà delle pazienti in ciascun gruppo ha mostrato completo recupero della funzione ovarica (FSH < 10 UI/L), ma i valori di ormone anti-Mülleriano erano più alti nel gruppo GnRHa rispetto a quello di controllo (rispettivamente 1.4 ± 0.35 vs 0.5 ± 0.15 ng/mL; p = 0.040). La comparsa di eventi avversi era simile nei due gruppi ad eccezione della metrorragia, che era più frequente nel gruppo di controllo rispetto a GnRHa (rispettivamente 38.4 vs 15.6%; p = 0.024). In conclusione, approssimativamente il 20% delle pazienti in entrambi i gruppi ha sviluppato insufficienza ovarica prematura entro un anno di follow-up. La somministrazione di agonista di GnRH, triptorelina, non è stata associata dunque a una riduzione significativa del rischio di insufficienza ovarica prematura in pazienti giovani trattate per il linfoma, ma potrebbe offrire una certa protezione della riserva ovarica.
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