Medinews
9 Dicembre 2013

PRESENZA DI HPV E COMORBIDITÀ: ASPETTI CRITICI NELLA SELEZIONE DEI PAZIENTI CON TUMORE OROFARINGEO IN STUDI DI TERAPIA DI ‘DE-ESCALATION’

Lo stato HPV (virus del papilloma umano) nel tumore è un potente fattore prognostico indipendente di sopravvivenza nei pazienti con carcinoma orofaringeo a cellule squamose (OPSCC). La presenza di infezione da HPV nell’OPSCC è un fattore determinante importante nel modello prognostico di rischio, tuttavia, la maggior parte dei modelli di rischio è basata su studi clinici che includono solo popolazioni selezionate di pazienti. Il significato clinico dell’HPV e di altri fattori prognostici nei pazienti con OPSCC doveva essere valutato in un’ampia coorte, non selezionata, che includesse anche pazienti in stadio I e II e con gravi comorbidità. Lo studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) ha perciò incluso tutti i pazienti che avevano ricevuto diagnosi di OPSCC tra il 2000 e il 2006 presso due ospedali universitari olandesi, il VU University Medical Center/Academic Center for Dct 2entistry di Amsterdam (ACTA) e l’Erasmus Medical Center di Rotterdam. L’infezione da HPV oncogenico è stata determinata con immunocolorazione di p16, seguita da PCR usando GP 5+/6+ di HPV-DNA ad alto rischio, nei casi positivi a p16. L’analisi di regressione di Cox è stata condotta per comparare i tassi di sopravvivenza tra pazienti HPV-positivi e HPV-negativi e un modello prognostico è stato generato con il metodo denominato ‘recursive partitioning’. In totale, 163 degli 841 tumori (19.4%) erano HPV-positivi. I pazienti con OPSCC HPV-positivo avevano una sopravvivenza globale migliore (73.5 vs 40.9% dopo 5 anni; p < 0.001; hazard ratio 0.34, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.25 – 0.48), rispetto ai pazienti con tumore HPV-negativo. I pazienti con tumori p16-positivi ma negativi a HPV-DNA hanno mostrato una sopravvivenza significativamente più sfavorevole di quelli con tumori p16-positivi e HPV-DNA-positivi (p < 0.001). I ricercatori hanno quindi sviluppato un modello prognostico in cui i pazienti sono stati suddivisi in tre gruppi di rischio secondo lo stato HPV, lo stadio linfonodale e la comorbidità (indice di concordanza di Harrell 0.68, IC 95%: 0.65 – 0.71). In conclusione, lo stato HPV del tumore è un potente fattore prognostico indipendente della sopravvivenza nei pazienti con carcinoma orofaringeo a cellule squamose. Gli autori hanno proposto un modello prognostico di rischio, basato sull’ampia coorte, non selezionata, di pazienti olandesi in cui lo stato HPV, la comorbidità e lo stadio linfonodale sono stati identificati quali importanti fattori prognostici. Nello studio si enfatizza l’importanza di eseguire il test di HPV-DNA specifico dopo l’immunocolorazione di p16.
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