sabato, 13 luglio 2024
Medinews
22 Novembre 2019

Pembrolizumab alone or with chemotherapy versus cetuximab with chemotherapy for recurrent or metastatic squamous cell carcinoma of the head and neck (KEYNOTE-048): a randomised, open-label, phase 3 study

Pembrolizumab is active in head and neck squamous cell carcinoma (HNSCC), with programmed cell death ligand 1 (PD-L1) expression associated with improved response. KEYNOTE-048 was a randomised, phase 3 study of participants with untreated locally incurable recurrent or metastatic HNSCC done at 200 sites in 37 countries. Participants were stratified by PD-L1 expression, p16 status, and performance status and randomly allocated (1:1:1) to pembrolizumab … (leggi tutto)

Lo studio KEYNOTE-048 apre le porte all’immunoterapia in prima linea anche per i pazienti con neoplasia cervico-facciale: il trial ha randomizzato oltre 800 pazienti con malattia metastatica o localmente avanzata recidivata non suscettibile di terapia locoregionale a terapia standard (cetuximab e chemioterapia) ovvero pembrolizumab single-agent ovvero pembrolizumab combinato a chemioterapia.
I risultati della sperimentazione clinica portano due fondamentali messaggi: 1) la superiore efficacia del braccio con solo pembrolizumab vs la terapia standard sia nella popolazione con CPS>20 (sopravvivenza globale [OS] mediana 14,9 mesi vs 10,7 mesi; HR 0,61) che nella popolazione con CPS>1 (OS mediana 12,3 vs 10,3 mesi; HR 0,78); 2) la superiore efficacia della combinazione di chemioterapia e pembrolizumab vs la terapia standard in tutte le categorie di pazienti (nella popolazione CPS>20: OS mediana 14,7 vs 11 mesi; HR 0,60; nella popolazione con CPS>1: OS mediana 13,6 vs 10,4 mesi; HR 0,65; nell’intera popolazione studiata: OS mediana 13 vs 10,7 mesi; HR 0,77). Nei bracci del trial che prevedevano trattamento con immunoterapia, inoltre, non si sono registrati effetti collaterali inattesi ed è stato riportato un tasso di mortalità simile nei tre bracci.
Nel prossimo futuro, la scelta del trattamento da proporre (immunoterapia con o senza chemioterapia) potrà quindi essere discussa con il singolo paziente e personalizzata sulla necessità di ottenere rapidamente una risposta obiettiva e sul profilo di tossicità del trattamento. Gli studi randomizzati di prossima presentazione CheckMate 651 e KESTREL – che testano rispettivamente la combinazione di nivolumab e ipilimumab ovvero quella di durvalumab e tremelimumab nello stesso setting di malattia – potranno portare nuove e utili evidenze allo scenario corrente.
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