sabato, 13 luglio 2024
Medinews
28 Ottobre 2013

PARAMOUNT: RISULTATI FINALI DI SOPRAVVIVENZA GLOBALE DELLO STUDIO DI FASE III CON TERAPIA DI MANTENIMENTO CON PEMETREXED VS PLACEBO DOPO INDUZIONE CON PEMETREXED E CISPLATINO NEL TUMORE AVANZATO DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE, NON SQUAMOSO

La terapia di mantenimento, attuata con la continuazione della somministrazione di pemetrexed, è ben tollerata e offre una sopravvivenza globale (OS) superiore al placebo, a ulteriore dimostrazione che rappresenta una efficace strategia di trattamento nei pazienti con tumore avanzato del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso e buon performance status senza progressione durante la terapia di induzione con pemetrexed e cisplatino. Nello studio PARAMOUNT, di fase III, la terapia di mantenimento con la continuazione di pemetrexed aveva ridotto il rischio di progressione del tumore rispetto al placebo (hazard ratio [HR] 0.62, IC 95%: 0.49 – 0.79; p < 0.001). In questo articolo, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), gli stessi investigatori (in Italia i gruppi degli ospedali San Camillo – Forlanini di Roma, Ospedale San Gerardo di Monza e Ospedale San Giuseppe Moscati di Avellino) hanno riportato i risultati finali di OS e i dati aggiornati di sicurezza. In totale, 939 pazienti con NSCLC non squamoso in stadio avanzato hanno ricevuto 4 cicli di terapia di induzione con pemetrexed-cisplatino. Successivamente, i 539 pazienti che non avevano mostrato progressione della malattia e avevano performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) compreso tra 0 e 1 sono stati randomizzati (2:1) alla terapia di mantenimento con pemetrexed (500 mg/m2 al giorno 1 di ogni ciclo di 21 giorni; n = 359) o a placebo (n = 180). Il test log rank è stato utilizzato per comparare la OS tra i due bracci, secondo randomizzazione (α = 0.0498). I risultati dello studio indicano che il numero medio di cicli di terapia di mantenimento è stato 7.9 (range: 1 – 44) con pemetrexed e 5.0 (range: 0 – 38) con placebo. Dopo 397 decessi (71% nel gruppo a pemetrexed; 78% in quello a placebo) e un follow-up mediano nei pazienti ancora in vita di 24.3 mesi (IC 95%: 23.2 – 25.1), la terapia con pemetrexed ha portato a una riduzione statisticamente significativa del 22% del rischio di morte (HR 0.78, IC 95%: 0.64 – 0.96; p = 0.0195; OS mediana: 13.9 mesi con pemetrexed vs 11.0 mesi con placebo). La sopravvivenza nei pazienti trattati con pemetrexed è migliorata consistentemente in tutti i sottogruppi, compresa la risposta all’induzione: ‘responder’ completi/parziali (n = 234; HR di OS 0.81, IC 95%: 0.59 – 1.11) e malattia stabile (n = 285; HR di OS 0.76, IC 95%: 0.57 – 1.01). L’utilizzo della terapia dopo interruzione era simile nei due gruppi di pazienti: 64% con pemetrexed vs 72% con placebo. Nessun segnale è emerso dall’analisi riguardo alla sicurezza. Anemia, fatigue e neutropenia di grado 3 e 4, correlati al farmaco, erano significativamente più frequenti nei pazienti che hanno ricevuto pemetrexed. In conclusione, la terapia di mantenimento con continuazione del trattamento con pemetrexed è ben tollerata e offre una sopravvivenza globale superiore al placebo, dimostrando ulteriormente che è un’efficace strategia terapeutica nei pazienti con tumore avanzato del polmone non a piccole cellule, non squamoso, e con buon performance status che non avevano mostrato progressione durante la terapia di induzione con pemetrexed e cisplatino.
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