Medinews
10 Settembre 2013

‘OUTCOME’ CLINICI E SICUREZZA A LIVELLO CARDIACO DELLA TERAPIA CONTINUATIVA ANTI-Her2 NELLE PAZIENTI CON TUMORE MAMMARIO METASTATICO c-erbB2-POSITIVO

Il trattamento prolungato con anti-Her2 permette di ottenere buoni ‘outcome’ clinici, specialmente nelle pazienti che ricevono lapatinib. Per esaminare gli ‘outcome’ clinici e la sicurezza a livello cardiaco della terapia continua con anti-Her2, ricercatori italiani coordinati dai colleghi dell’Ospedale ‘A. Perrino’ di Brindisi e dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano hanno condotto uno studio retrospettivo che ha valutato la sopravvivenza globale (OS), il tempo al fallimento della terapia (TTF) e la sicurezza a livello cardiaco in 80 pazienti consecutive con tumore mammario metastatico Her2-positivo che hanno ricevuto trastuzumab per ≥ 12 mesi, seguito da un trattamento contenente lapatinib o trastuzumab. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Chemotherapy, tutte le pazienti avevano ricevuto trastuzumab come terapia di prima linea anti-Her2 e il 54% è stato trattato con lapatinib in seconda o successiva linea di trattamento. La OS mediana è risultata 34 mesi (range: 12 – 120), con un valore mediano di 48 mesi nel sottogruppo di 43 pazienti che hanno ricevuto lapatinib e di 26 mesi nelle 37 non trattate con questo farmaco. Tuttavia, il TTF mediano è risultato più breve nel gruppo lapatinib. Nello studio sono stati registrati 3 eventi cardiaci e la chemioterapia contenente trastuzumab è stata interrotta in una paziente perché la frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) era ≤ 40%. In conclusione, la terapia continua anti-Her2 offre ‘outcome’ clinici favorevoli, specialmente nelle pazienti che hanno ricevuto lapatinib. La disfunzione cardiaca, invece, è un evento raro, reversibile, associato alla terapia con trastuzumab e non correlato alla durata del trattamento.
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