giovedì, 18 luglio 2024
Medinews
23 Settembre 2013

NUOVI INIBITORI DI EGFR A BASSO PESO MOLECOLARE QUALI CANDIDATI NEL TRATTAMENTO DEL TUMORE POLMONARE NON A PICCOLE CELLULE

Nell’ultimo decennio, la migliore conoscenza del ruolo del recettore per il fattore di crescita epidermica (EGFR) nella patogenesi e progressione del cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC) ha portato a una rivoluzione nella comprensione di questi tumori. Inibitori tirosin-chinasici, come erlotinib e gefitinib, sono stati approvati per il trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule dopo aver mostrato un miglioramento della sopravvivenza libera da progressione e della sopravvivenza globale specialmente nei pazienti portatori di mutazioni attivanti di EGFR. Tuttavia, malgrado risposte iniziali e remissioni di lunga durata, verso gli inibitori tirosin-chinasici si sviluppa regolarmente resistenza, più spesso per comparsa di mutazioni secondarie T790M o per amplificazione del fattore di transizione mesenchimale-epiteliale (c-Met) che inevitabilmente porta al fallimento del trattamento. Molti studi clinici sono attualmente in corso (http://www.clinicaltrials.gov) per valutare l’efficacia e la tossicità di approcci combinati di terapia e sviluppare nuovi inibitori tirosin-chinasici irreversibili o multi-target e inibitori selettivi per la mutazione, che dovrebbero ovviare alla resistenza. La revisione dei ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche, Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I – GM Lancisi – G Salesi di Ancona, pubblicata sulla rivista OncoTargets and Therapy (leggi abstract), offre una visione d’insieme degli studi di fase I, II e III in corso con inibitori di EGFR di piccole dimensioni e combinazioni in pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule.
TORNA INDIETRO