martedì, 5 maggio 2026
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25 Luglio 2017

Nivolumab in patients with metastatic DNA mismatch repair-deficient or microsatellite instability-high colorectal cancer (CheckMate 142): an open-label, multicentre, phase 2 study

Metastatic DNA mismatch repair-deficient (dMMR)/microsatellite instability-high (MSI-H) colorectal cancer has a poor prognosis after treatment with conventional chemotherapy and exhibits high levels of tumour neoantigens, tumour-infiltrating lymphocytes, and checkpoint regulators. All of these features are associated with the response to PD-1 blockade in other tumour types. Therefore, we aimed to study nivolumab, a PD-1 immune checkpoint inhibitor, in patients … (leggi tutto)

Noti i risultati dell’immmunoterapia in pazienti con neoplasia gastrointestinale e instabilità microsatellitare (Le DT, et al. N Engl J Med 2015), gli autori presentano il CheckMate 142 – uno studio di fase II globale a singolo braccio – in cui 74 pazienti con adenocarcinoma colorettale avanzato non resecabile, ECOG PS 0-1, dMMR/MSI-H e malattia resistente ad almeno una linea di terapia sistemica ricevevano il trattamento con nivolumab (3 mg/kg e.v. ogni 2 settimane fino a progressione radiologica/clinica, tossicità o ritiro del consenso). Endpoint primario dello studio era la risposta valutata con criteri RECIST classici.
Da notare che oltre la metà dei pazienti inclusi aveva ricevuto almeno 3 precedenti linee di chemioterapia. Al follow-up mediano di circa 12 mesi (non particolarmente prolungato) si registrava un tasso di risposta del 31% (23 risposte, confermate alla revisione indipendente) e due terzi dei pazienti ottenevano un controllo della malattia per almeno 3 mesi. Sebbene non vi fosse una differenza in termini di risposte in dipendenza dell’espressione di PD-L1, esse erano più frequenti nei pazienti con neoplasia a profilo molecolare ‘all wild-type’ (41% vs 27%).
Nivolumab appare dunque una nuova potenziale opzione terapeutica per pazienti con malattia colorettale avanzata e dMMR/MSI-H, ma i punti da chiarire rimangono molti (Basile D, et al. Expert Opin Biol Ther 2017). Obiettivi della ricerca in un sistema sostenibile sono quelli di tendere a una ancor migliore selezione dei pazienti candidabili al trattamento, studiare i meccanismi di resistenza all’immunoterapia e come superarli, verificare la sicurezza e attività di nuove combinazioni con immunoterapici. Nella pratica clinica, intanto, cresce l’importanza di richiedere il test per MSI nei pazienti con adenocarcinoma colorettale in fase avanzata.
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