mercoledì, 24 luglio 2024
Medinews
22 Luglio 2019

Neoadjuvant Three-Dimensional Conformal Radiotherapy for Resectable Hepatocellular Carcinoma With Portal Vein Tumor Thrombus: A Randomized, Open-Label, Multicenter Controlled Study

To compare the survival outcomes of neoadjuvant three-dimensional conformal radiotherapy (RT) followed by hepatectomy with hepatectomy alone in patients with hepatocellular carcinoma (HCC) and portal vein tumor thrombus (PVTT). A randomized, multicenter controlled study was conducted from January 2016 to December 2017 in patients with resectable HCC and PVTT. Patients were randomly assigned to receive neoadjuvant RT followed by hepatectomy … (leggi tutto)

La presenza di trombosi tumorale portale al momento della diagnosi configura, nei pazienti con epatocarcinoma, un fattore prognostico sfavorevole (tale parametro è inserito, ad esempio, nel CLIP score). L’invasione vascolare rappresenta un criterio di malattia avanzata e, in accordo alle linee guida nazionali ed internazionali, suggerisce la valutazione dell’eleggibilità del paziente per un trattamento sistemico invece che per un trattamento locale. Peraltro, gli autori dello studio randomizzato pubblicato dal Journal of Clinical Oncology hanno valutato, sulla base di dati retrospettivi, l’efficacia della radioterapia neoadiuvante seguita dall’intervento chirurgico. I pazienti assegnati al braccio di controllo sono stati trattati con il solo intervento chirurgico: questo, come detto sopra, rende problematica l’interpretazione dello studio alla luce delle attuali linee guida.
Lo studio aveva come endpoint la sopravvivenza globale, e si è concluso con un risultato positivo: nel dettaglio, la probabilità di sopravvivenza è risultata superiore nei pazienti assegnati al trattamento radioterapico seguito dalla chirurgia a 6 mesi (89,0% vs 81,7%), a 1 anno (75,2% vs 43,1%), a 2 anni (27,4% vs 9,4%). Anche il confronto tra i bracci in termini di sopravvivenza libera da malattia è risultato positivo per il trattamento sperimentale, ma va sottolineato che le probabilità di ripresa di malattia sono risultate molto elevate in entrambi i bracci dello studio: già a 1 anno, ad esempio, solo un terzo dei pazienti assegnati alla combinazione di radioterapia e chirurgia, e solo il 15% dei pazienti assegnati alla chirurgia, erano liberi da malattia.
L’interpretazione dello studio, condotto in Cina, deve quindi essere molto cauta. Le linee guida AIOM 2018 rimandano alla classificazione BCLC, per la quale la presenza di invasione vascolare e/o di metastasi a distanza configura lo stadio C (malattia avanzata), e quindi la valutazione per un trattamento sistemico.
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