Medinews
11 Settembre 2012

MOTESANIB ASSOCIATO A CARBOPLATINO E PACLITAXEL IN PAZIENTI CON TUMORE POLMONARE NON A PICCOLE CELLULE NON SQUAMOSO AVANZATO

L’associazione di motesanib, un inibitore selettivo orale dei recettori 1, 2 e 3 per il fattore di crescita vascolare endoteliale, del recettore per il fattore di crescita derivato dalle piastrine e di Kit, alla combinazione di carboplatino e paclitaxel non ha significativamente migliorato la sopravvivenza globale (OS) di questi pazienti. Lo studio MONET1, internazionale, randomizzato, controllato contro placebo, doppio cieco, ha valutato la OS in pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (NSLCL) non squamoso e in un sottogruppo di pazienti con adenocarcinoma, dopo somministrazione di motesanib in combinazione a carboplatino e paclitaxel rispetto alla sola chemioterapia. Nello studio, pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), 1090 pazienti con NSCLC non squamoso in stadio IIIB-IV (di cui 890 con adenocarcinoma) o in recidiva, che non avevano ricevuto precedente terapia sistemica per la malattia avanzata, sono stati randomizzati (1:1) a ricevere carboplatino (area sotto la curva: 6 mg/ml x min) e paclitaxel (200 mg/m2) per via endovenosa per un massimo di sei cicli di 3 settimane in associazione a 125 mg di motesanib (braccio A; n = 541, di cui 448 con adenocarcinoma) o placebo (braccio B; n = 549, di cui 442 con adenocarcinoma) una volta al giorno per via orale. Endpoint primario era la sopravvivenza globale, mentre gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), il tasso di risposta oggettiva (ORR), gli eventi avversi e l’associazione della variazione dei livelli di fattore di crescita placentare (PLGF) con OS. La OS mediana nei bracci A e B è risultata rispettivamente di 13.0 e 11.0 mesi (hazard ratio [HR] 0.90, IC 95%: 0.78 – 1.04, p = 0.14) e la OS mediana nel sottogruppo con adenocarcinoma era rispettivamente di 13.5 e 11.0 mesi (HR 0.88, IC 95%: 0.75 – 1.03 p = 0.11). In analisi descrittive (braccio A vs B), la PFS mediana è risultata di 5.6 mesi rispetto a 5.4 mesi (p ≤ 0.001), mentre ORR era pari al 40 vs 26% (p < 0.001). Non è stata osservata alcuna associazione tra variazione dei livelli di PLGF e OS nel braccio A. L’incidenza di eventi avversi di grado ≥ 3 (bracci A e B: rispettivamente 73 e 59%) e di grado 5 (rispettivamente 14 e 9%) era maggiore quando è stato somministrato motesanib. In conclusione, motesanib in associazione al regime carboplatino e paclitaxel non ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale rispetto al trattamento con solo carboplatino e paclitaxel nei pazienti con NSCLC non squamoso avanzato o nel sottogruppo con adenocarcinoma.
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