Medinews
4 Febbraio 2013

LETTERA AIOM, AIRO, SICO, SIE, SIPO, FIMMG E FAVO AI CANDIDATI PREMIER: “PARITÀ DI ACCESSO ALLE CURE PER TUTTI I MALATI DI CANCRO”

Chi si candida a governare il Paese nella prossima legislatura dovrà affrontare la complessa questione cancro. Con la “massima concretezza, lungimiranza ed equità” realizzando i punti chiave evidenziati in una lettera inviata ai capolista dei diversi partiti dalle principali società scientifiche coinvolte nella cura dei tumori AIOM, AIRO, SICO, SIE, SIPO, FIMMG e dalle associazioni dei pazienti riunite nella FAVO. “Anche nel settore oncologico – ha spiegato il presidente FAVO Francesco De Lorenzo, – si deve procedere con fermezza alla eliminazione di spese irrazionali e inappropriate, per rendere più efficiente l’organizzazione dei servizi e più efficace l’utilizzo delle risorse. Tuttavia, penalizzare i malati attraverso una riduzione orizzontale ed indiscriminata dei servizi non rappresenta una scelta etica e non garantisce reali risparmi”. “Tra gli obiettivi principali – si legge nella lettera – da realizzare su cui le società scientifiche e le associazione dei pazienti richiamano l’attenzione dei candidati, il superamento delle gravi disparità di accesso alle cure attualmente esistenti (ad esempio, nel 2010 a fronte di 598 posti letto in hospice in Lombardia e 241 in Emilia Romagna se ne censivano solo 20 in Campania e 7 in Calabria, mentre vi erano 27 strutture con servizio di radioterapia in Lombardia, 7 in Puglia e 3 in Calabria), l’attuazione del Piano Oncologico Nazionale 2011-2013 (che ha ricevuto il via libera nel febbraio 2011 dalla Conferenza Stato-Regioni), l’approvazione immediata dei nuovi LEA con la garanzia del controllo da parte dello Stato della loro attuazione”. “Vanno eliminate – ha affermato il Presidente AIOM Stefano Cascinu – per i malati di cancro italiani le attuali assurde discriminazioni rispetto ai pazienti degli altri Paesi europei dovute ai notevoli ritardi da parte dell’AIFA nell’accesso ai farmaci antineoplastici innovativi. Questi tempi di latenza sono poi peggiorati dai ritardi per l’ulteriore inserimento dei nuovi trattamenti nei Prontuari Terapeutici Regionali, dopo le approvazioni da parte dell’ente regolatorio europeo (EMA) e italiano (AIFA). Deve inoltre essere istituito un fondo ad hoc per i medicinali innovativi ad alto costo”.
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