Medinews
22 Marzo 2019

Knowledge and use of biosimilars in oncology: a survey by the European Society for Medical Oncology

Biosimilars can potentially improve the sustainability of cancer care; however, uptake is sometimes limited by safety concerns and a lack of understanding of the concept of extrapolation. The European Society for Medical Oncology (ESMO) conducted a survey to assess the current level of knowledge, understanding and comfort of use of biosimilars among prescribers specialised in oncology. A 19-question survey was developed using the SurveyMonkey online … (leggi tutto)

L’articolo recentemente pubblicato da ESMO Open riporta i risultati di una survey condotta su una popolazione di oncologi medici, in maggioranza europei ma non solo, a proposito dell’impiego dei biosimilari. Quasi l’80% dei rispondenti dichiarava di avere una conoscenza medio-alta sull’argomento, ma la survey ha consentito di identificare alcune lacune di conoscenza, a partire dalla necessità di maggiore formazione sul processo di sviluppo dei farmaci biosimilari, sul disegno delle sperimentazioni cliniche che ne precedono la registrazione (ivi inclusa la scelta della popolazione e dell’endpoint), sui dettagli relativi all’estrapolazione, vale a dire alla possibilità di estendere l’impiego dei biosimilari anche ad indicazioni diverse da quelle in cui sono stati confrontati con l’originatore nello studio clinico. Da questo punto di vista, l’identificazione di tali lacune di conoscenza coincide con l’identificazione di argomenti che possono essere utilmente oggetto di iniziative di formazione, sia intese come eventi dal vivo che come strumenti di formazione online.
Anche l’AIOM, nel position paper pubblicato nel 2018 con SIF, SIFO, CIPOMO e Fondazione AIOM sull’impiego dei biosimilari (leggi), ha sottolineato l’importanza della formazione, al fine di consentire l’impiego dei biosimilari in piena fiducia da parte della comunità oncologica, cogliendo in maniera ottimale l’importante opportunità di sostenibilità e risparmio di risorse che la loro disponibilità consente. Nel position paper si legge: Le Società scientifiche hanno il compito di realizzare iniziative educazionali e di formazione al fine di aumentare la conoscenza sull’argomento da parte degli specialisti, in considerazione della peculiarità metodologica dell’esercizio di comparabilità di un farmaco biosimilare rispetto alla “classica” metodologia di sperimentazione clinica dei farmaci. […] La disponibilità dei prodotti biosimilari per la pratica clinica, generando concorrenza rispetto ai prodotti originatori, rappresenta un fattore rilevante per il mantenimento della sostenibilità economica dei servizi sanitari e le risorse economiche “liberate” grazie all’introduzione e all’impiego dei biosimilari potrebbero garantire l’accesso a farmaci antitumorali innovativi.
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