lunedì, 18 ottobre 2021
Medinews
22 Novembre 2012

IVABRADINA RIDUCE LA RE-OSPEDALIZZAZIONE PER SCOMPENSO CARDIACO IN PAZIENTI CON INSUFFICIENZA SISTOLICA CRONICA

Nella terapia dello scompenso cardiaco, il trattamento con ivabradina è stato associato a una sostanziale riduzione della probabilità di re-ospedalizzazione per aggravamento della malattia. Il beneficio ottenuto permette ai pazienti di vivere meglio e di rallentare la progressione della malattia e, nello stesso tempo, di ridurre sostanzialmente i costi della sanità. Un sottostudio dello SHIFT, studio in doppio cieco, che ha coinvolto 6.505 pazienti con scompenso cardiaco da moderato a grave e disfunzione ventricolare sinistra, randomizzati a ivabradina o placebo, ha evidenziato che 1.186 pazienti sono stati re-ospedalizzati per la malattia almeno una volta durante il periodo di osservazione, 472 almeno 2 volte e 218 almeno 3 volte. Questi pazienti presentavano malattia più grave rispetto ai non re-ospedalizzati. La somministrazione di ivabradina è stata associata a un numero inferiore di re-ospedalizzazioni totali per scompenso cardiaco (902 vs 1.211 eventi con placebo; rapporto di incidenza 0,75; p = 0,0002) durante un follow-up mediano di 22,9 mesi e i pazienti trattati con il farmaco hanno mostrato un rischio più basso di una seconda o terza re-ospedalizzazione per lo scompenso (rispettivamente HR 0,66; p < 0,001 e HR 0,71; p = 0,012). Simili osservazioni sono state fatte per le ospedalizzazioni per tutte le cause e per malattia cardiovascolare.

European Heart Journal
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