mercoledì, 24 luglio 2024
Medinews
8 Novembre 2019

Indirect Comparisons of Efficacy between Combination Approaches in Metastatic Hormone-sensitive Prostate Cancer: A Systematic Review and Network Meta-analysis

There have been substantial changes in the management of men with metastatic hormone-sensitive prostate cancer (mHSPC) over the past 5 yr, with upfront combination therapies replacing androgen-deprivation therapy (ADT) alone. A range of therapies have entered the space with no clear answer regarding their comparative efficacy. To perform a systematic review and network meta-analysis to characterise the comparative efficacy of combination approaches in men with … (leggi tutto)

Negli ultimi cinque anni il panorama nel trattamento del carcinoma prostatico metastatico ormono-sensibile è divenuto molto più complesso con i risultati degli studi CHARTEED, STAMPEDE, GETUG-AFU15 con docetaxel; LATITUDE e STAMPEDE con abiraterone acetato; ENZAMET con enzalutamide e TITAN con apalutamide in associazione alla terapia di deprivazione androgenica.
Non essendo disponibile un confronto diretto di efficacia tra i differenti agenti in associazione alla terapia di deprivazione androgenica, gli autori di questo studio hanno proposto una network meta-analisi dei 7 studi attualmente disponibili.
I quattro differenti trattamenti in associazione alla terapia di deprivazione androgenica hanno dimostrato un vantaggio in termini di sopravvivenza globale sovrapponibile, senza una chiara superiorità di uno di essi, tuttavia enzalutamide in associazione alla terapia di deprivazione androgenica ha mostrato il più basso hazard ratio (HR 0,53; IC 95%: 0,37-0,75), con una probabilità stimata del 76,9% di essere il trattamento di scelta nel prolungare la sopravvivenza globale.
Dall’analisi dei cinque studi GETUG-AFU15, CHAARTED, LATITUDE, ENZAMET e TITAN, che hanno valutato l’efficacia del trattamento in relazione al carico di malattia, enzalutamide risulta essere superiore a docetaxel nel sottogruppo di pazienti low volume; nessuna differenza emerge invece tra i differenti trattamenti nel sottogruppo high volume.
I risultati di queste analisi confermano come un approccio di combinazione (docetaxel, abiraterone, enzalutamide o apalutamide, in associazione alla terapia di deprivazione androgenica) rappresenti ormai lo standard di cura in tutti i pazienti con carcinoma della prostata metastatico ormono-sensibile, riservando la sola terapia di deprivazione androgenica a casi selezionati. Alla luce della sostanziale equivalenza dell’efficacia dei trattamenti in termini di sopravvivenza globale ed in assenza al momento di studi di confronto diretti, la scelta del clinico deve essere disegnata sul singolo paziente, prendendo in considerazione il differente profilo di tossicità, il volume di malattia, il rischio (high vs low risk), le comorbilità, i costi, la via di somministrazione (e.v. od orale), la durata del trattamento e la preferenza del paziente.
TORNA INDIETRO