lunedì, 22 luglio 2024
Medinews
25 Giugno 2019

Immune Checkpoint Inhibitor Outcomes for Patients With Non-Small-Cell Lung Cancer Receiving Baseline Corticosteroids for Palliative Versus Nonpalliative Indications

Baseline use of corticosteroids is associated with poor outcomes in patients with non-small-cell lung cancer (NSCLC) treated with programmed cell death-1 axis inhibition. To approach the question of causation versus correlation for this association, we examined outcomes in patients treated with immunotherapy depending on whether corticosteroids were administered for cancer-related palliative reasons or cancer-unrelated indications. Clinical outcomes in patients with … (leggi tutto)

Negli ultimi tempi, molta letteratura è stata prodotta sull’associazione tra dose di corticosteroidi eventualmente assunti dal paziente al momento dell’eventuale inizio del trattamento immunoterapico ed efficacia di quest’ultimo. Varie casistiche pubblicate documentano un outcome peggiore per i pazienti che ricevano dose superiore a quella oggi consentita dalle schede tecniche dei farmaci immunoterapici (vale a dire, 10 mg di prednisone al giorno o equivalenti).
Gli autori della recente pubblicazione sul Journal of Clinical Oncology si sono chiesti se l’impatto negativo sulla prognosi sia dovuto alla immunosoppressione direttamente determinata dai corticosteroidi (e quindi ad una minore efficacia del trattamento immunoterapico), o se l’associazione non sia in realtà confusa dall’impatto prognostico negativo delle condizioni cliniche per le quali quei corticosteroidi sono somministrati (ad esempio, metastasi cerebrali, problematiche respiratorie, ecc.). Per farlo, hanno preso in considerazione una grossa casistica di pazienti con tumore del polmone NSCLC trattati con immunoterapia, dividendoli sulla base dell’impiego di corticosteroidi basali in 3 gruppi: nessuna assunzione o dose sotto la soglia di 10 mg di prednisone; dose sopra la soglia, per motivi legati alla patologia tumorale; dose sopra la soglia, per motivi indipendenti dalla patologia tumorale (es. per patologie concomitanti). Le analisi di sopravvivenza confermano la peggiore prognosi per i pazienti che ricevono corticosteroidi al basale, ma suggeriscono che l’impatto prognostico negativo sia limitato ai casi che assumono i corticosteroidi per situazioni cliniche legate alla malattia tumorale.
Gli autori suggeriscono quindi che l’associazione tra corticosteroidi ed efficacia dell’immunoterapia possa essere confusa dall’impatto prognostico delle condizioni cliniche per le quali il trattamento con steroidi viene impiegato.
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