lunedì, 22 luglio 2024
Medinews
30 Ottobre 2012

IL PRESIDENTE CASCINU: I FARMACI INNOVATIVI SIANO SUBITO DISPONIBILI. ANCORA TROPPE DISPARITÀ, RIPENSIAMO I PRONTUARI REGIONALI

I farmaci oncologici innovativi devono essere subito disponibili in tutta Italia. Oggi non è così, perché in alcune Regioni i ritardi dovuti all’ulteriore approvazione di questi trattamenti nei Prontuari Terapeutici Regionali rischiano di compromettere la qualità delle cure. Ma i pazienti non possono più aspettare e l’AIOM, dal Congresso di Roma, ha espresso preoccupazione. Chiede che sia subito applicato senza modifiche il Decreto Balduzzi (DL13 settembre 2012, n. 158) che stabilisce l’immediata disponibilità dei trattamenti innovativi in tutte le Regioni dopo il giudizio positivo dell’AIFA, senza attendere l’approvazione delle singole commissioni regionali e provinciali ed il successivo inserimento nei Prontuari Terapeutici Regionali, che vanno quindi profondamente ripensati. L’AIOM ha lanciato un appello alle Istituzioni perché venga immediatamente istituito un tavolo di lavoro con il coinvolgimento delle associazioni dei pazienti. “L’obiettivo – ha spiegato il presidente Stefano Cascinu – è monitorare l’effettiva applicazione del Decreto Balduzzi e definire il budget annuale dell’oncologia nel nostro Paese. In Italia i farmaci oncologici rappresentano il 25% della spesa ospedaliera per i medicinali, ma incidono solo sul 4% dell’intera nosocomiale. È quindi necessario agire sulle zone grigie dell’inappropriatezza. Le esigenze di contenimento della spesa non possono danneggiare i pazienti”. “È inaccettabile – ha sottolineato il Presidente FAVO Francesco De Lorenzo – che nel nostro Paese ancora perdurino difformità di accesso alle terapie. Ci auguriamo che la conversione in legge del provvedimento del Ministro Balduzzi ne mantenga il principio cardine: l’abolizione del terzo livello, regionale, di valutazione. Sono sufficienti le approvazioni da parte dell’ente regolatorio europeo e italiano”. “Per garantire un accesso equo ai farmaci innovativi è necessario costituire un fondo nazionale per l’oncologia – ha aggiunto Carmine Pinto –, che consideri tutte le voci della spesa di questo settore, promuovendo anche un corretto utilizzo degli equivalenti e dei biosimilari. I prontuari e le commissioni regionali del farmaco, che svolgono spesso funzioni simili a quelle dell’EMA e dell’AIFA, hanno ben poca ragione di esistere”. “Vogliamo procedere ad una sostanziale revisione dei centri presenti sul territorio nazionale – ha affermato il tesoriere Stefania Gori –. È essenziale che vengano realizzate quanto prima vere reti oncologiche regionali. La ricaduta in termini di efficacia ed efficienza sarà immediata”. Un appello subito ripreso dal senatore Pd Ignazio Marino, Presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, che ha dichiarato: “L’AIOM ha lanciato un appello di grande importanza per la tempestività dell’accesso ai farmaci e alle terapie nelle diverse regioni italiane. È vero che da una regione all’altra possono esserci differenze significative nella disponibilità di nuovi farmaci, e questo è quanto mai grave nella cura del cancro, in cui la lotta contro il tempo è fondamentale. Queste disparità, determinate dal luogo in cui si vive e da lungaggini burocratiche legate all’esistenza dei prontuari terapeutici regionali, contrastano con il diritto alla salute e alla cura stabilito dall’articolo 32 della nostra Costituzione e devono essere superate”.
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