Medinews
30 Luglio 2013

IL NUMERO DI COPIE DEL GENE EGFR PUÒ PREDIRE LA SENSIBILITÀ A LAPATINIB NEL TUMORE MAMMARIO METASTATICO HER2-POSITIVO

Dati preliminari suggeriscono che il numero di copie del gene (GCN) per il recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) possa rappresentare un possibile test di screening per identificare il sottogruppo di pazienti con tumore mammario particolarmente sensibili alla doppia inibizione tirosin-chinasica esercitata da lapatinib. Lapatinib, un inibitore tirosin-chinasico di HER2 ed EGFR (HER2/EGFR TKI), associato a capecitabina, costituisce il trattamento di scelta nelle pazienti con tumore metastatico HER2-positivo della mammella, in progressione dopo terapia con trastuzumab. Sebbene la terapia contenente lapatinib prolunghi il tempo alla progressione, la sua efficacia è spesso limitata dallo sviluppo di farmaco-resistenza. Per valutare nuovi biomarcatori predittivi della risposta a lapatinib, ricercatori italiani coordinati dal gruppo dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma hanno analizzato l’espressione di proteina EGFR e lo stato del gene in una serie di 50 pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2-positivo. Nello studio pubblicato sulla rivista Expert Opinion on Pharmacotherapy (leggi abstract), lapatinib è stato somministrato al dosaggio di 1250 mg al giorno, continuativamente, in associazione a capecitabina (2000 mg/m2 al giorno ogni 3 settimane). Espressione della proteina EGFR e GCN sono stati determinati rispettivamente con immuno-istochimica e analisi FISH. Analisi ROC (Receiver Operating Curve) hanno indicato il valore > 3.36 di copie di EGFR/nucleo quale punto di cut-off in grado di discriminare le pazienti ‘responder’ da quelle ‘non-responder’. I risultati hanno evidenziato una correlazione statisticamente significativa tra un valore di GCN EGFR > 3.36 e la risposta a lapatinib (p = 0.01). L’analisi di regressione di Cox ha ulteriormente supportato questi risultati evidenziando un punteggio HER2 3+ e un aumento di GCN EGFR quali fattori predittivi positivi della risposta a lapatinib. In conclusione, sebbene ulteriori investigazioni siano necessarie per confermare i dati ottenuti, il numero di copie del gene EGFR potrebbe rappresentare un valido screening per identificare il sottogruppo di pazienti con tumore mammario particolarmente sensibili al trattamento con il doppio inibitore tirosin-chinasico lapatinib.
TORNA INDIETRO