Medinews
17 Dicembre 2012

FATTORI PREDITTIVI E PROGNOSTICI DEL TUMORE AVANZATO DELLA MAMMELLA TRATTATO CON CHEMIOTERAPIA METRONOMICA

La terapia metronomica rappresenta un’efficace opzione per il tumore mammario in stadio avanzato e le pazienti giovani, che presentano la malattia più indolente, traggono il beneficio maggiore. Recenti studi avevano suggerito che la terapia metronomica potesse svolgere attività anti-angiogenica, quindi ricercatori dell’Università di Udine hanno valutato i fattori clinici e biologici (inclusi i marcatori dell’angiogenesi) quali predittivi potenziali di prognosi e beneficio della terapia metronomica in pazienti con tumore mammario in stadio avanzato. Lo studio di popolazione, pubblicato sulla rivista Anticancer Drugs (leggi abstract), ha coinvolto 62 pazienti con tumore della mammella in stadio avanzato, precedentemente trattate con ciclofosfamide e metotrexato per via orale. Nei campioni di tessuto tumorale, HER2, Ki-67, timidina fosforilasi, fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) e recettore di VEGF sono stati analizzati con metodo immuno-istochimico. I risultati di questa analisi e delle variabili clinico-patologiche sono stati esaminati per testare la potenziale associazione con il beneficio ottenuto dalla terapia metronomica. La sopravvivenza globale mediana, quella libera da progressione e la sopravvivenza dopo progressione sono risultate rispettivamente di 7.1 (range: 02 – 38.3), 2.6 (range: 0.2 – 28.9) e 3 mesi (range: 0 – 34.2). Tra le variabili cliniche, l’età, il performance status e la precedente terapia con taxani sono state significativamente associate agli ‘outcome’. Tra i marcatori molecolari, l’espressione di timidina fosforilasi è stata associata alla sopravvivenza libera da progressione. In conclusione, la terapia metronomica sembra una scelta efficace per il trattamento del tumore della mammella in stadio avanzato. In particolare, gli autori dello studio hanno osservato che le giovani donne, che mostrano la malattia più indolente, ricevono i benefici maggiori da questo trattamento e che l’espressione di timidina fosforilasi nel tessuto tumorale potrebbe aiutare nella scelta della terapia, ma questi dati devono essere confermati in studi prospettici più ampi e con disegno adeguato.
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