martedì, 24 novembre 2020
Medinews
24 Marzo 2011

EVEROLIMUS NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO DOPO UNA VS DUE TERAPIE CON INIBITORI TIROSIN-CHINASICI DI VEGFR

Everolimus è il solo trattamento dimostratosi efficace in uno studio clinico randomizzato, controllato di fase III, in doppio cieco (RECORD-1) nei pazienti con carcinoma renale metastatico dopo progressione della malattia durante trattamento con inibitori tirosin-chinasici del recettore VEGF (VEGFR-TKI). Il farmaco ha raddoppiato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto al placebo (4.9 mesi vs 1.9) e ridotto il rischio di progressione del 67%. Nello studio RECORD-1, i pazienti che avevano mostrato progressione durante il trattamento con sunitinib (SU) e/o sorafenib (SOR) sono stati randomizzati (2:1) a ricevere everolimus 10 mg/die (n = 277) o placebo (n = 139) in associazione alla migliore cura di supporto. Prima dell’arruolamento, la maggior parte dei pazienti aveva ricevuto un solo VEGFR-TKI: 317 (74%) SU o SOR (211 con everolimus vs 106 in placebo) mentre 99 erano stati trattati con entrambi (66 con everolimus vs 33 nel gruppo placebo). La PFS mediana è stata di 5.42 mesi (IC 95%: 4.30 – 5.82) nei pazienti trattati con everolimus, che avevano ricevuto un solo agente VEGFR-TKI, e 1.87 mesi (IC 95%: 1.84 – 2.14) nei controlli (HR = 0.31, IC 95%: 0.23 – 0.42; p < 0.001). La PFS mediana era 3.78 mesi (IC 95%: 3.25 – 5.13) nel gruppo con everolimus di pazienti trattati con due precedenti terapie VEGFR-TKI, rispetto a 1.87 mesi (IC 95%: 1.77 – 3.06) nel placebo (HR = 0.37, IC 95%: 0.22 – 0.63; p < 0.001). Lo studio presentato nella giornata dedicata al cancro renale del simposio sui tumori genito-urinari dell’ASCO 2011 (leggi abstract originale) indica quindi il prolungamento della sopravvivenza con everolimus, ma un trend verso un esito migliore se i pazienti erano stati precedentemente trattati con un solo agente VEGFR-TKI.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2011
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