mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
23 Aprile 2013

ESITI CLINICI NEI PAZIENTI CHE RICEVONO TRE LINEE DI TERAPIA TARGET PER IL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Lo studio retrospettivo multicentrico italiano confermerebbe i dati dello studio INTORSECT di migliore sopravvivenza con la sequenza VEGFi-VEGFi-mTORi; la resistenza primaria alla prima linea è fattore prognostico e predittivo negativo

Molte terapie target sono efficaci nel carcinoma renale metastatico, ma gli esiti clinici con l’uso sequenziale di tre terapie target sono stati poco investigati e questo studio, pubblicato sulla rivista European Journal of Cancer (leggi abstract), analizza questi aspetti. Un’ampia coorte di pazienti con carcinoma renale metastatico a cellule chiare, trattati con tre terapie target, è stata studiata retrospettivamente. Le terapie sono state suddivise in inibitori di VEGF (vascular endothelial growth factor)/VEGFR (recettore di VEGF) o di mTOR (mammalian target of rapamycin). Nello studio, ricercatori di 23 centri oncologici italiani hanno stimato la sopravvivenza libera da progressione (PFS), la sopravvivenza globale (OS) e la PFS totale (tPFS), definita come intervallo di tempo dall’inizio della terapia di prima linea alla progressione durante il trattamento di terza linea, utilizzando il metodo di Kaplan-Meier; le curve ottenute sono state comparate con il test log-rank. Nei 23 centri italiani inclusi, 2065 pazienti consecutivi con carcinoma renale metastatico sono stati trattati in prima linea con terapia target. Globalmente, 281 pazienti dei 2065 totali (13%) hanno ricevuto tre terapie target in successione. Le OS e tPFS mediane sono risultate rispettivamente di 44.7 e 34.1 mesi ed erano più prolungate nei pazienti che avevano ricevuto la sequenza di inibitori VEGF (VEGFi)-VEGFi-mTORi vs la sequenza VEGFi-mTORi-VEGFi (rispettivamente 50.7 vs 37.8 mesi; p = 0.004 e 36.5 vs 29.3 mesi; p = 0.059), con una differenza statisticamente significativa nella OS. In conclusione, ancora pochi pazienti ricevono tre linee di terapia target. Tuttavia, la sequenza VEGFi-VEGFi-mTORi è stata associata a una migliore sopravvivenza rispetto a VEGFi-mTORi-VEGFi e la resistenza primaria alla prima linea di terapia è risultata, in questo studio, fattore predittivo e prognostico negativo.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2013
TORNA INDIETRO