Medinews
11 Novembre 2013

EFFFICACIA DI LAPATINIB NEL CARCINOMA MAMMARIO METASTATICO CON TUMORI PRIMARI HER2-NON AMPLIFICATI E CELLULE TUMORALI CIRCOLANTI EGFR-POSITIVE: STUDIO ‘PROOF-OF-CONCEPT’

Secondo i ricercatori dell’Imperial College Healthcare National Health Service Trust, Charing Cross Hospital di Londra, questo è uno dei primi studi di terapia diretta verso le cellule tumorali circolanti (CTC), che tuttavia non suggerisce alcun effetto clinico dimostrabile della monoterapia con lapatinib di riduzione del ‘pool’ di CTC EGFR-positive in tumori primari senza amplificazione di HER2. L’analisi delle CTC permette una misura in tempo reale delle sottopopolazioni tumorali, con un potenziale per le terapie dirette contro le CTC. Nello studio pubblicato sulla rivista PLoS One (leggi abstract), gli autori hanno esaminato se lapatinib, che si lega sia a HER2 che a EGFR, possa indurre deplezione del ‘pool’ EGFR-positivo di CTC, che a sua volta dovrebbe portare a benefici clinici. Pazienti con tumore metastatico della mammella e tumori primari senza amplificazione di HER2 con CTC EGFR-positive sono state arruolate e trattate con lapatinib (1500 mg al giorno) nell’ambito di uno studio di fase 2 a due stadi. I risultati indicano che non sono state osservate risposte che inducevano l’interruzione dello studio alla prima analisi, con 16 pazienti arruolate tra le 43 esaminate. In 6 delle 14 (43%) pazienti eleggibili per l’analisi di efficacia, è stata osservata una riduzione delle CTC con la maggior parte delle pazienti che mostrava una diminuzione maggiore nel ‘pool’ di CTC EGFR-positive. In conclusione, questo è uno dei primi studi di terapie dirette verso le cellule tumorali circolanti che suggerisce che la monoterapia con lapatinib non possiede alcun effetto clinico dimostrabile di riduzione del ‘pool’ EGFR-positivo di cellule tumorali circolanti in tumori primari senza amplificazione di HER2. Lo sforzo degli autori di espandere il ‘pool’ di pazienti eleggibili a una terapia target non ha avuto successo e il ruolo delle popolazioni clonali in biologia tumorale e le strategie terapeutiche per controllarle dovranno richiedere una valutazione più ampia nei prossimi anni.
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