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Medinews
5 Novembre 2012

DKK1 SIERICO QUALE BIOMARCATORE ADDIZIONALE PER MIGLIORARE L’ACCURATEZZA DIAGNOSTICA DEL CARCINOMA EPATICO

La determinazione della proteina Dickkopf-1 (DKK1) potrebbe integrare quella di alfa-fetoproteina (AFP) per migliorare la diagnosi del carcinoma AFP-negativo e distinguere il tumore dalle malattie croniche non maligne. La prevalenza di carcinoma epatico è diffusa a livello mondiale e qualsiasi miglioramento nella diagnosi, sia temporale che di efficacia, è perseguibile. I ricercatori della Shanghai Jiao Tong University School of Medicine hanno valutato se la misurazione di DKK1 potesse migliorare l’accuratezza diagnostica di questo tumore. A questo scopo hanno analizzato i dati di pazienti con carcinoma epatico, con infezione cronica da virus dell’epatite B (HBV) e con cirrosi epatica e di controlli sani, arruolati in due centri cinesi tra dicembre 2008 e luglio 2009. Una coorte di validazione, corrispondente per età e sesso, è stata arruolata in un terzo centro sempre in Cina tra luglio 2010 e giugno 2011. DKK1 è stato misurato nel siero, con dosaggio ELISA, da ricercatori indipendenti che non avevano accesso alle informazioni cliniche dei pazienti. L’accuratezza diagnostica è stata calcolata utilizzando le caratteristiche ROC (receiver operating characteristics). Lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract) ha valutato DKK1 nel siero di 831 partecipanti, di cui 424 con carcinoma epatico, 98 con infezione cronica da HBV, 96 con cirrosi e 213 controlli sani. La coorte di validazione ha incluso invece 453 partecipanti: 209 con carcinoma epatico, 73 con infezione cronica da HBV, 72 con cirrosi e 99 controlli sani. Nei pazienti con carcinoma epatico i livelli di DKK1 nel siero sono risultati significativamente più alti che in tutti i controlli. Le curve ROC hanno indicato come cut-off diagnostico ottimale una concentrazione di 2.153 ng/mL (AUC, area sotto la curva, 0.848, IC 95%: 0.820 – 0.875; sensibilità 69.1% e specificità 90.6%, nella coorte in studio, e AUC 0.862, IC 95%: 0.825 – 0.899; sensibilità 71.3% e specificità 87.2%, in quella di validazione). Risultati simili sono stati osservati nel carcinoma epatico in stadio iniziale (AUC 0.865, IC 95%: 0.835 – 0.895; sensibilità 70.9% e specificità 90.5%, nella coorte in studio, e AUC 0.896, IC 95%: 0.846 – 0.947; sensibilità 73.8% e specificità 87.2%, in quella di validazione). Inoltre, DKK1 ha mantenuto l’accuratezza diagnostica anche per i pazienti con carcinoma epatico negativi ad AFP (AUC 0.841, IC 95%: 0.801 – 0.882; sensibilità 70.4% e specificità 90.0%, nella coorte in studio, e AUC 0.869, IC 95%: 0.815 – 0.923; sensibilità 66.7% e specificità 87.2%, in quella di validazione), inclusi i pazienti con carcinoma epatico in stadio iniziale (AUC 0.870, IC 95%: 0.829 – 0.911; sensibilità 73.1% e specificità 90.0%, nella coorte in studio, e AUC 0.893, IC 95%: 0.804 – 0.983; sensibilità 72.2% e specificità 87.2%, in quella di validazione), rispetto a tutti i controlli. Concentrazioni più elevate di DKK1 nel siero permettevano la distinzione tra carcinoma epatico e infezione cronica da HBV o cirrosi (AUC 0.834, IC 95%: 0.798 – 0.871; sensibilità 69.1% e specificità 84.7%, nella coorte in studio, e AUC 0.873, IC 95%: 0.832 – 0.913; sensibilità 71.3% e specificità 90.6%, in quella di validazione). E ancora, la misura congiunta di DKK1 e AFP ha migliorato l’accuratezza diagnostica del carcinoma epatico vs tutti i controlli, rispetto a ciascun esame da solo (AUC 0.889, IC 95%: 0.866 – 0.913; sensibilità 73.3% e specificità 93.4%, nella coorte in studio, e AUC 0.888, IC 95%: 0.856 – 0.920; sensibilità 78.5% e specificità 97.2%, in quella di validazione). In conclusione, la misura di DKK1 potrebbe essere complementare a quella di AFP nella diagnosi del carcinoma epatico, ma servire anche a migliorare l’identificazione dei pazienti con carcinoma AFP-negativo e distinguere il tumore dalle altre patologie croniche non maligne del fegato.
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