lunedì, 18 ottobre 2021
Medinews
24 Ottobre 2012

DIAGNOSI, PREVENZIONE E TRATTAMENTO DEGLI EVENTI AVVERSI CUTANEI ASSOCIATI A VEMURAFENIB IN PAZIENTI CON MELANOMA METASTATICO

Fino a pochi anni fa non era disponibile alcun trattamento efficace per i pazienti con melanoma maligno metastatico e la sopravvivenza globale mediana era limitata a poco più di 6 mesi con lo standard di cura del momento (dacarbazina). Nel 2012, per la monoterapia di pazienti adulti con melanoma inoperabile o metastatico positivo alla mutazione BRAF V600, è stato approvato il primo inibitore specifico della mutazione BRAF, vemurafenib. Come altre terapie target, vemurafenib è associato a uno schema noto di eventi avversi, inclusa la tossicità cutanea. I ricercatori del Chelsea and Westminster Hospital, Royal Marsden Hospital di Londra e Università di Leeds hanno pubblicato sulla rivista British Journal of Dermatology una revisione sui più comuni eventi avversi cutanei associati a questo agente target, basandosi sui dati di studi clinici e sulla loro esperienza di trattamento di pazienti coinvolti in studi più ampi e in pratica clinica. In generale, gli autori dell’articolo ricordano che queste tossicità non si possono prevenire, ma che molto raramente sono causa di sospensione permanente del trattamento e sono al contrario spesso trattabili con una riduzione della dose e cure di supporto. I ricercatori hanno messo a punto un algoritmo di trattamento che guidi nella scelta dell’approccio più appropriato per trattare le principali tossicità cutanee aiutando i clinici, che non hanno familiarità con questo agente, a utilizzare con più sicurezza ed efficacemente vemurafenib nei pazienti con melanoma metastatico.

Cutaneous adverse events associated with vemurafenib in patients with metastatic melanoma: practical advice on diagnosis, prevention and management of the main treatment-related skin toxicities. British Journal of Dermatology 2012 Aug 22 [Epub ahead of print]
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