mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
23 Aprile 2013

CONSUMO ALIMENTARE DI SOIA PRIMA DELLA DIAGNOSI E SOPRAVVIVENZA NELLE DONNE CON CANCRO DEL POLMONE

La soia sarebbe associata a una migliore sopravvivenza globale nelle donne con tumore polmonare se introdotta con gli alimenti prima della diagnosi. Ricercatori del Vanderbilt University Medical Center di Nashville, Shanghai National Cancer Institute e del National Cancer Institute, National Institutes of Health di Bethesda, hanno recentemente osservato un’associazione inversa tra consumo di alimenti a base di soia e rischio di carcinoma polmonare in donne non fumatrici. L’ampiezza dell’effetto sui tumori polmonari aggressivi è risultata maggiore di quanto osservato per altri tipi di cancro del polmone. Quindi, gli stessi ricercatori hanno ipotizzato che l’apporto alimentare di soia possa alterare in modo favorevole la sopravvivenza globale delle pazienti con questo tumore. L’analisi pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) ha incluso 444 donne con cancro incidentale del polmone, identificate tra la popolazione del Shanghai Women’s Health Study. Il consumo, prima della diagnosi, di cibi a base di soia è stato determinato al momento dell’arruolamento e rivalutato dopo 2 anni. Modelli proporzionali del rischio sono stati utilizzati per esaminare l’associazione tra apporto alimentare di soia e sopravvivenza globale. I risultati indicano che 318 pazienti con tumore del polmone (sul totale di 444) sono decedute durante il follow-up. Analisi iniziali che includevano tutte le pazienti hanno mostrato un’associazione tra un più elevato apporto di soia e una migliore sopravvivenza globale, dopo aggiustamento per le caratteristiche demografiche, dello stile di vita e di altri fattori non clinici. Effetti più ampi di questa associazione sono stati evidenziati dopo ulteriore aggiustamento per lo stadio del tumore e per il trattamento in analisi che hanno incluso 301 pazienti, delle quali erano disponibili i dati relativi ai fattori clinici identificati. Rispetto all’apporto mediano di soia, gli hazard ratio completamente aggiustati per la mortalità totale, associati al 10°, 30°, 70° e 90° percentile, erano rispettivamente 1.81 (IC 95%: 1.26 – 2.59), 1.25 (IC 95%: 1.09 – 1.42), 0.88 (IC 95%: 0.80 – 0.97) e 0.89 (IC 95%: 0.68 – 1.16). Simili associazioni inverse sono state osservate anche per l’apporto di isoflavone con la dieta. In conclusione, lo studio suggerisce per la prima volta, secondo i ricercatori, che tra le donne con cancro polmonare l’apporto alimentare di soia, prima della diagnosi, sarebbe associato a una migliore sopravvivenza globale.
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