mercoledì, 24 luglio 2024
Medinews
24 Ottobre 2012

COME I RECENTI AVANZAMENTI STANNO MODIFICANDO LO STANDARD DI CURA PER I PAZIENTI CON MELANOMA METASTATICO

Nel 2011, due nuove terapie sono state approvate per il trattamento del melanoma metastatico: ipilimumab, un agente immunoterapico, e vemurafenib, un inibitore della chinasi BRAF. L’approvazione è stata ottenuta sulla base dei risultati di studi clinici di fase III, che hanno indicato che il trattamento con questi agenti produce miglioramenti sostanziali della sopravvivenza globale (OS). Ipilimumab è stato esaminato in due studi di fase III: il primo come monoterapia alla dose di 3 mg/kg in pazienti con melanoma metastatico già trattati e il secondo alla dose di 10 mg/kg in combinazione con chemioterapia contenente dacarbazina (DTIC) in pazienti con melanoma metastatico mai trattati precedentemente. Nei pazienti pretrattati, ipilimumab in monoterapia ha significativamente migliorato la OS mediana (hazard ratio [HR] 0,66; p = 0,003) da 6,4 mesi nei controlli che avevano ricevuto vaccino gp100 a 10,1 mesi. L’autore, il dott Jedd D. Wolchok del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, ricorda che, nel primo studio, i tassi di OS nel gruppo trattato con solo ipilimumab e nel gruppo trattato con gp100 erano rispettivamente del 45,6 e 25,3% a 12 mesi e del 23,5 e 13,7% a 24 mesi. Nel secondo studio, la OS è risultata significativamente più lunga nei pazienti precedentemente non trattati che hanno ricevuto ipilimumab e DTIC, rispetto a quelli che hanno ricevuto solo DTIC (e placebo) (11,2 vs 9,1 mesi; HR 0,72; p < 0,001), con tassi di sopravvivenza più elevati nel braccio ipilimumab e DTIC dopo un anno (47,3 vs 36,3%), 2 anni (28,5 vs 17,9%) e 3 anni (20,8 vs 12,2%). Quando si usa ipilimumab in clinica, particolare attenzione dovrebbe essere rivolta agli eventi avversi di tipo immune e alla valutazione della risposta. Inoltre, linee guida specifiche possono essere utilizzate per gestire la maggior parte degli eventi avversi immunitari in modo efficace. Le modifiche apportate ai criteri di risposta esistenti indicano che il clinico può rilevare in modo accurato le risposte immunologiche, che dovrebbero essere state considerate rappresentative della malattia in progressione, utilizzando i criteri convenzionali. Lo studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology suggerisce dunque ulteriori ricerche per stabilire come gli agenti immunoterapici possano essere combinati con i farmaci convenzionali, tra di loro o con agenti a target molecolare, come vemurafenib, per ottimizzare ulteriormente gli esiti clinici.

How recent advances in immunotherapy are changing the standard of care for patients with metastatic melanoma. Annals of Oncology 2012 Sep;23 Suppl 8:viii15
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