domenica, 3 luglio 2022
Medinews
24 Marzo 2011

COMBINAZIONE DI SORAFENIB E AMG 386 NEL TRATTAMENTO DEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

Nello studio controllato, randomizzato, in doppio cieco, di fase II presentato nella giornata dedicata al cancro renale del simposio sui tumori genito-urinari dell’ASCO 2011 (leggi abstract originale), la combinazione tra sorafenib e AMG 386, con doppia azione sull’angiogenesi, è risultata tollerabile anche se non ha migliorato la sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a sorafenib e placebo. AMG 386, che inibisce l’angiogenesi sequestrando angiopoietina 1 e 2 e prevenendo l’interazione con il recettore Tie2 sulle cellule endoteliali, aveva manifestato un aumento del tasso di risposta oggettiva (ORR) e riduzione della carica tumorale, suggerendo un effetto antitumorale nel carcinoma renale metastatico. Per valutare l’efficacia e la sicurezza della combinazione dei due agenti anti-angiogenici, ricercatori europei in collaborazione con colleghi dei maggiori centri oncologici statunitensi hanno randomizzato (1:1:1) 152 pazienti con carcinoma renale metastatico a cellule chiare, mai trattati, a sorafenib (400 mg/bid per os) e AMG 386 (10 mg/kg) (braccio A: n = 50) o 3 mg/kg (braccio B: n = 51) una volta alla settimana o placebo (braccio C: n = 51) e.v. una volta alla settimana. Relativamente alla stratificazione dei pazienti, il 60, 61 e 61% dei pazienti era rispettivamente a rischio intermedio e il 40, 39 e 37% a rischio basso, secondo i criteri di MSKCC valutati all’entrata nello studio. La PFS era simile in tutti i bracci, mentre ORR era più elevato nei bracci con AMG 386. Nei tre bracci, inoltre, l’incidenza di eventi avversi di grado ≥ 3 era del 66, 73 e 86%, mentre quella di eventi avversi gravi era del 36, 49 e 28%. I più comuni includevano diarrea (rispettivamente 70, 67 e 56%; grado ≥ 3: 8, 10 e 8%), sindrome mano-piede (52, 47 e 54%; grado ≥ 3: 12, 16 e 28%), alopecia (50, 45 e 50%; grado ≥ 3: 0, 0 e 2%) e ipertensione (42, 49 e 46%; grado ≥ 3: 18, 20 e 14%).


Renal Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2011
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