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13 Novembre 2013

CITOCHINE PRO-ANGIOGENICHE NELLA PREVISIONE DEGLI ESITI DEI PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO IN STADIO AVANZATO

Un’elevata espressione di Ang-2 o il rilevamento di più di tre citochine nel siero sono associati a bassa sopravvivenza libera da progressione e globale nei pazienti trattati con sorafenib

I ricercatori della Okayama University Graduate School of Medicine, Dentistry, and Pharmaceutical Sciences, avevano riportato che l’espressione di citochine pro-angiogeniche, come angiopoietina-2 (Ang-2), follistatina, fattore stimolante la colonia dei granulociti (G-CSF), fattore di crescita degli epatociti (HGF), leptina, fattore di crescita derivato dalle piastrine-BB (PDGF-BB), molecola 1 di adesione alle cellule endoteliali delle piastrine (PECAM-1) e fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), è associata alla risposta a sorafenib nei pazienti con carcinoma epatico in stadio avanzato. Lo studio retrospettivo di coorte, pubblicato sulla rivista British Journal of Cancer (leggi abstract), ha esaminato questa stessa relazione ma in una coorte più ampia. Gli autori hanno misurato i livelli sierici delle otto citochine in 120 pazienti consecutivi con carcinoma epatico trattati con sorafenib e hanno valutato gli effetti sulla sopravvivenza libera da progressione (PFS) e sulla sopravvivenza globale (OS) dell’aumentata espressione di citochine nel siero. I risultati indicano un correlazione tra un’elevata espressione di Ang-2 con PFS (hazard ratio [HR] 1.84, intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.21 – 2.81) e OS (HR 1.95, IC 95%: 1.21 – 3.17), che risultano significativamente più brevi. I pazienti che presentavano espressione di più di tre citochine superiore al valore mediano avevano, in modo analogo, PFS (HR 1.98, IC 95%: 1.30 – 3.06) e OS (HR 1.94, IC 95%: 1.19 – 3.22) significativamente più brevi. Differenze di OS erano osservate nei casi che presentavano evidenza di invasione vascolare macroscopica o di metastasi extra-epatica. In conclusione, un’espressione elevata di Ang-2 o più di tre citochine nel siero è associata a una bassa sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale nei pazienti con carcinoma epatico trattati con sorafenib.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 11 – Novembre 2013
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