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31 Luglio 2012

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE PER ALLUNGARE LA SOPRAVVIVENZA DEI PAZIENTI OVER-70 CON TUMORE AVANZATO DEL COLON

Sono pochi i pazienti di 75 anni, o più anziani, che partecipano agli studi clinici. Per questo motivo, non è ancora noto il beneficio della chemioterapia adiuvante per il tumore del colon in stadio III in questa fascia di popolazione. Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ha esaminato 5489 pazienti di età ≥ 75 anni sottoposti a resezione del tumore al colon in stadio III, diagnosticato tra il 2004 e il 2007, identificati da 4 serie di dati contenenti informazioni su demografia, stadio, trattamento e sopravvivenza, che includevano il SEER-Medicare, una unificazione tra i dati del New York State Cancer Registry e i programmi Medicare (NYSCR-Medicare) e, infine, la raccolta di studi prospettici di coorte del Cancer Care Outcomes Research and Surveillance Consortium (CanCORS) e del National Comprehensive Cancer Network. I dati sono stati analizzati in parallelo utilizzando covariate aggiustate e punteggio di propensione accoppiati a modelli di rischio proporzionale per valutare l’effetto del trattamento sulla sopravvivenza. Per mitigare gli effetti dei bias di selezione è stato utilizzato il ‘trimming’ (aggiustamento) del punteggio di propensione. I risultati dello studio indicano che l’uso della terapia adiuvante diminuiva con l’età più avanzata e le comorbilità. La somministrazione di chemioterapia è stata associata a un beneficio di sopravvivenza di grandezza comparabile ai risultati degli studi clinici (mortalità accoppiata a punteggio di propensione di SEER- Medicare: hazard ratio [HR] 0.60, IC 95%: 0.53 – 0.68). Anche il beneficio incrementale dei regimi contenenti oxaliplatino, rispetto a quelli non contenenti il derivato del platino, era di grandezza simile a quanto osservato negli studi clinici in due delle tre serie di dati esaminate (HR SEER-Medicare 0.84, IC 95%: 0.69 – 1.04; HR NYSCR-Medicare 0.82, IC 95%: 0.51 – 1.33). Tuttavia, il significato statistico non era costante. L’effetto benefico della chemioterapia e di oxaliplatino non sembrava attribuibile unicamente al confondimento. In conclusione, i ricercatori statunitensi suggeriscono che i pazienti di età ≥ 75 anni con tumore al colon in stadio III potrebbero trarre un beneficio di sopravvivenza con chemioterapia adiuvante mentre oxaliplatino offre non più che un piccolo vantaggio incrementale. Quindi, l’uso della chemioterapia adiuvante dopo i 75 anni merita considerazione nelle discussioni che soppesano i rischi individuali e le preferenze.
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