sabato, 13 luglio 2024
Medinews
13 Dicembre 2012

ATTIVITÀ FISICA, MARCATORI DI STRESS E DI DANNO MIOCARDICO E RISCHIO FUTURO DI SCOMPENSO CARDIACO NEGLI ANZIANI

Una moderata attività fisica sembra esercitare effetti protettivi sulle modificazioni dei marcatori di scompenso cardiaco prevenendo il danno miocardico e l’attivazione neuro-ormonale. Ricercatori dell’Università del Maryland a Baltimora hanno valutato l’associazione tra attività fisica e variazioni dei livelli di troponina T (cTnT) e peptide natriuretico (NT-proBNP) e rischio di scompenso cardiaco in quasi 3.000 anziani over-65, residenti in comunità, che non presentavano scompenso cardiaco e inclusi nel Cardiovascular Health Study. I livelli di cTnT e NT-proBNP sono stati misurati prima dell’inizio dello studio e dopo 2 – 3 anni. La probabilità di incremento delle concentrazioni di questi biomarcatori era inversamente correlata al punteggio di attività (misurato sull’esercizio fisico e sul tipo di camminata descritti dall’anziano). Rispetto ai partecipanti che esercitavano limitata attività fisica, quelli con punteggio più alto mostravano una netta riduzione della probabilità di aumento dei livelli di NT-proBNP (OR 0,50) e cTnT (OR 0,30), dopo correzione per le comorbilità e i livelli basali. Un più alto punteggio di attività è stato associato quindi a una più bassa incidenza di scompenso cardiaco e, ad ogni livello di attività fisica, un incremento di uno dei due marcatori identificava le persone a maggior rischio.
Journal of the American College of Cardiology
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