mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
23 Gennaio 2013

ASSOCIAZIONE DEGLI ESITI CLINICI DELLA TERAPIA TARGET ANTI-VEGF IN PRIMA E SECONDA LINEA NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO

La risposta clinica della seconda linea non dipende da quella ottenuta in prima linea, ma ulteriori studi sono necessari per definire i parametri clinici per ottimizzare la sequenza

Esistono molti farmaci attivi per il trattamento dei pazienti con carcinoma renale metastatico che mostrano progressione durante la terapia di prima linea con inibitore del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF). Molti clinici scelgono un inibitore VEGF in seconda linea basandosi sul tipo di risposta all’inibitore di prima linea, senza alcun dato che supporti questa applicazione pratica. Lo studio pubblicato sulla rivista Target Oncology (leggi abstract) ha esaminato l’associazione della risposta a un inibitore VEGF in seconda linea con quella ottenuta da un anti-VEGF in prima linea. I ricercatori, coordinati dal gruppo del Taussig Cancer Institute di Cleveland, hanno identificato retrospettivamente tutti i pazienti con carcinoma renale metastatico trattati tra gennaio 2004 e giugno 2011 in seconda linea con un inibitore VEGF nei centri partecipanti all’International mRCC Database Consortium. Esito primario era il tasso di risposta obiettiva (ORR) e quello secondario la sopravvivenza libera da progressione (PFS) in ciascuna linea di terapia. Tra i 1602 pazienti totali inseriti nel database, 464 avevano ricevuto un inibitore VEGF in prima e seconda linea. La ORR alla terapia di prima linea è risultata del 22% e quella alla seconda linea era dell’11%. Quest’ultima non era significativamente differente nei pazienti che avevano ottenuto risposta parziale vs stabilizzazione vs progressione della malattia in terapia di prima linea (rispettivamente 14 vs 10 vs 11%; test chi-quadro, p tendenza = 0.17). La PFS mediana con la terapia anti-VEGF in prima linea è risultata di 7.5 mesi (IC 95%: 6.6 – 8.1) mentre quella con inibitore VEGF in seconda linea era di 3.9 mesi (IC 95%: 3.6 – 4.5). Non è stata osservata correlazione tra PFS alla prima e seconda linea di trattamento (coefficiente di correlazione di Pearson 0.025; p = 0.59). La risposta clinica all’inibitore VEGF in seconda linea non è quindi dipendente dalla risposta all’inibitore VEGF in prima linea. Secondo i ricercatori sono necessari ulteriori studi per definire i parametri clinici che offrano una previsione della risposta alla terapia di seconda linea per ottimizzare la sequenza di trattamento anti-VEGF nei pazienti con carcinoma renale metastatico.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 1- Gennaio 2013
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