Medinews
6 Marzo 2013

APPLICAZIONE DELLE LINEE GUIDA AASLD PER IL TRATTAMENTO DEL CARCINOMA EPATICO: STUDIO MULTICENTRICO ITALIANO

L’aderenza agli algoritmi diagnostici e terapeutici dell’American Association for the Study of Liver Diseases 2005 è in realtà bassa, in particolare nei pazienti con malattia in stadio iniziale

L’aderenza e l’applicazione delle linee guida pratiche per il trattamento del carcinoma epatico in clinica pratica non sono ancora complete. I ricercatori dell’Azienda Ospedaliera di Melegnano e del Presidio Ospedaliero di Cernusco S/N hanno condotto uno studio multicentrico prospettico di pratica clinica per valutare l’aderenza alle linee guida dell’American Association for the Study of Liver Diseases (AASLD) 2005 nel nostro Paese. Lo studio, pubblicato sulla rivista Future Oncology (leggi abstract), è iniziato a settembre 2008 e ha coinvolto pazienti cirrotici consecutivi con carcinoma epatico di nuova diagnosi in 30 centri locali, non di referimento, in Italia. I pazienti sono stati stratificati secondo classe Child-Pugh, classificazione MELD (Model for End-stage Liver Disease), metastasi tumorali e linfonodali, performance status e stadio BCLC (Barcelona Clinic Liver Cancer). Le strategie diagnostiche e terapeutiche adottate per ciascun paziente sono state registrate e l’analisi statistica è stata condotta su 536 pazienti utilizzando tutti i dati valutabili. I risultati indicano che 286 pazienti (54.5%) avevano ≥ 70 anni. Le comorbilità, rilevate in 397 pazienti (74%), sono state classificate come moderate – gravi in 170 pazienti (43%). In totale, 174 pazienti (59%) in stadio iniziale BCLC avevano ≥ 70 anni, 104 di questi (35%) presentavano comorbilità da moderata a grave e il 54% era inserito in un regolare programma di sorveglianza ecografica. La diagnosi è stata posta dopo tomografia computerizzata nel 93% dei pazienti, dopo ecografia con mezzo di contrasto nel 62% e dopo risonanza magnetica nel 17%. Nei pazienti con noduli ≤ 2 cm, l’aderenza ai criteri diagnostici non invasivi è risultata del 56%. L’aderenza alla classificazione BCLC ha mostrato nel complesso un livello sub-ottimale, in particolare per l’allocazione alle procedure chirurgiche, e un totale di 119 pazienti (40%) in stadio BCLC A non ha ricevuto terapie curative. In conclusione, questa ricerca multicentrica ha mostrato una bassa aderenza agli algoritmi diagnostici e terapeutici AASLD 2005 nel ‘mondo reale’, in particolare nei pazienti con carcinoma epatico in stadio iniziale. Le difficoltà di applicazione di routine di questi algoritmi nella pratica clinica e l’alta prevalenza di pazienti più anziani con importanti comorbilità possono spiegare i risultati. Nuove strategie per aiutare a migliorare l’aderenza alle linee guida internazionali per il carcinoma epatico in ambito pratico sono dunque necessarie.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2013
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