Medinews
14 Maggio 2013

AIOM: “NEL LAZIO CURE A RISCHIO CON I TAGLI”. PER IL 50% DEGLI ONCOLOGI I BIOSIMILARI SONO UNA RISORSA

Per l’82% degli oncologi del Lazio i tagli alla sanità nella Regione pesano sulla capacità di curare al meglio i pazienti. E per il 52% la prossima introduzione dei biosimilari di anticorpi monoclonali può favorire il contenimento dei costi e liberare risorse, anche se il 40% ritiene sia più utile cercare margini di risparmio in altre voci di spesa. Il livello di conoscenza dei biosimilari, prodotti simili ma non uguali ai più complessi farmaci originali biotecnologici, nel Lazio è superiore rispetto alla media nazionale. Infatti nella Regione il 61% degli specialisti dà una definizione corretta di questi prodotti (vs 24%). Particolare attenzione al problema dell’efficacia e della sicurezza. Per il 70% dei clinici la decisione sulla sostituibilità tra biologico e biosimilare deve essere di esclusiva competenza dell’oncologo. Sono questi i dati che emergono dal sondaggio condotto dall’AIOM fra i soci del Lazio e presentato nel seminario “Biosimilari da anticorpi monoclonali in oncologia”, che si è svolto lo scorso 19 aprile a Roma al Regina Elena. È il primo di nove incontri regionali promossi dall’AIOM con il patrocinio della SIFO e della SIF. All’indagine hanno risposto circa 150 oncologi su un totale di poco più di 300. Nel Lazio ogni anno i tumori fanno registrare 26000 nuove diagnosi e circa 11.400 decessi (stime 2010).
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