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26 Marzo 2019

TUMORI: OGNI ANNO IN SICILIA 17.000 NUOVE DIAGNOSI NEGLI ANZIANI “L’INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO PER LA MIGLIORE ASSISTENZA”

Palermo, 26 marzo 2019 – Il Prof. Ignazio Carreca, Direttore “International School of Medical Sciences” della Fondazione “E. Majorana” di Erice: “È necessario favorire l’inserimento dell’anziano ‘non fragile’ negli studi clinici innovativi e un rapporto più strutturato con familiari, medici di famiglia e strutture residenziali”

Ogni anno in Sicilia più di 17.000 anziani sono colpiti da tumore. L’incidenza di questa malattia aumenta in modo direttamente proporzionale all’età e più del 60% dei nuovi casi riguarda proprio gli over 65. Per pianificare il più adeguato ed integrato percorso assistenziale di queste persone, domani, nella sede dell’Ordine dei Medici della provincia di Palermo a Villa Magnisi, si svolgerà l’incontro “Insieme con gli anziani contro il cancro” (Dibattito dedicato ai malati anziani con e senza tumore).
“Dobbiamo superare le barriere che ancora esistono per l’anziano – afferma il Prof. Ignazio Carreca, organizzatore dell’incontro, Direttore della ‘International School of Medical Sciences’ della Fondazione ‘E. Majorana’ che ha sede a Erice (Tp) e Responsabile del PMP (Permanent Multidisciplinary Panel) sulla gestione del paziente anziano oncologico nell’ambito della Fondazione ‘Majorana’ -. Per questo è necessario garantire un’assistenza sanitaria a tutto tondo sia nelle strutture ospedaliere che nel territorio, favorendo da un lato l’inserimento del paziente anziano ‘non fragile’ nei trial clinici innovativi da cui anche la persona over 65 potrebbe trarre, con opportuni aggiustamenti, notevole beneficio, dall’altro un rapporto più strutturato con familiari, medici di famiglia e strutture residenziali. In altre parole, un chiaro percorso diagnostico-terapeutico assistenziale dell’anziano portatore o no di neoplasia maligna”. L’evento è promosso da una Task Force oncologico-geriatrica coordinata dal Prof. Silvio Monfardini (Oncologo e Direttore del Programma Oncologia Geriatrica all’Istituto Palazzolo Fondazione ‘Don Carlo Gnocchi’ di Milano) e dal Prof. Giuseppe Colloca (Direttore della Divisione di Geriatria del Policlinico ‘A.Gemelli’ di Roma), che ha già visto undici incontri in tutta Italia.
L’incontro a Palermo avviene nella sede dell’Ordine per espresso volere del Presidente, Prof. Salvatore Amato, a dimostrazione della grande importanza che si attribuisce all’argomento anche in sede ordinistica; l’incontro prevede preliminarmente alcune fondamentali relazioni sulla epidemiologia e gestione, dedicate al paziente oncologico e non, e sulle principali comorbidità che affliggono ulteriormente questa categoria di pazienti. Queste relazioni saranno seguite da una tavola rotonda con la partecipazione di molte Organizzazioni Onlus che operano in Sicilia nel settore della terza età, raccogliendone esperienze e suggerimenti per un’ottimale gestione del paziente anziano oncologico e non. Il “clou” dell’evento sarà il parere e il racconto esperienziale che, nella seconda tavola rotonda, saranno invitati a riferire tutti gli specialisti di varie discipline medico-chirurgiche che hanno gestito e gestiscono pazienti over 70.
“Scopo principale di questi incontri – spiega il Prof. Ignazio Carreca – è sensibilizzare la comunità scientifica e l’opinione pubblica sul ‘Problema degli Anziani’, una categoria in aumento nel mondo, con problematiche crescenti per la presenza quasi costante di diverse ‘comorbilità’ di tipo cardiovascolare e dismetabolico, a cui la comunità scientifica medica non è ancora pienamente in grado di fare fronte con la stessa efficacia con cui vengono affrontate le malattie del giovane e dell’adulto”. “Ci troviamo di fronte spesso a pazienti complessi che, oltre alla patologia oncologica, presentano comorbidità e disabilità – conclude il Prof. Monfardini -. Queste condizioni però non devono determinare l’automatica esclusione dall’accesso alle terapie innovative, che, anzi, potrebbero essere molto efficaci anche negli over 70. La definizione del programma di cura deve quindi considerare anche le condizioni sociali di queste persone, facilitandone anche l’accesso agli ospedali. La complessità del quadro clinico impone un maggiore coordinamento tra ospedale e territorio”.
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