Medinews
10 Settembre 2013

L’AOGOI: “VICINI AI FAMILIARI DELLA COLLEGA ELEONORA CANTAMESSA IL DOVERE MEDICO SEMPRE PIÙ VINCOLATO A PESANTI TRIBUTI E SACRIFICI”

La vicinanza dei camici bianchi alla famiglia della donna uccisa mentre prestava soccorso in Provincia di Bergamo

Bergamo, 10 settembre 2013 – “La morte di Eleonora Cantamessa, la nostra collega bergamasca crudelmente uccisa da un gruppo di immigrati mentre prestava soccorso ad un loro connazionale coinvolto in una rissa, è la testimonianza del pesante tributo e del sacrificio che la nostra professione talvolta richiede per adempiere al proprio dovere di medico ed al giuramento di Ippocrate”. È il messaggio di cordoglio dell’AOGOI (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), a due giorni dalla tragica scomparsa della dottoressa bergamasca a Chiuduno. “Eleonora non ha avuto esitazioni nel fermare l’auto sulla quale viaggiava per prestare immediato soccorso ad una persona distesa sulla strada e bisognosa di aiuto vuoi rispondendo a quell’obbligo morale di ogni medico di tutelare la salute ed alleviare la sofferenza vuoi alla spontanea generosità che la caratterizzava – aggiunge l’AOGOI –. Questo crimine è ancora più assurdo e ripugnante se si pensa che Eleonora assisteva gratuitamente nel proprio studio le donne immigrate ed aveva chiesto di lavorare per Medici Senza Frontiere”. L’incidente riapre vecchie ferite e polemiche. “Il vero e proprio martirio a cui è andata incontro la nostra collega – sottolinea l’AOGOI – è una ulteriore riprova della inadeguatezza del nostro Paese nella gestione delle politiche immigratorie la cui complessità rimane totalmente a carico di tutti coloro che operano nei servizi pubblici ed in particolare nel mondo della sanità”. “L’Associazione AOGOI è vicina ai familiari di Eleonora in questo drammatico momento, partecipa al dolore di tutti coloro che l’hanno conosciuta e ne hanno apprezzato le doti umane e professionali ed adotterà tutte le iniziative necessarie e dovute per tenerne viva la memoria”.
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