Medinews
11 Giugno 2004

TUMORI CEREBRALI, IL TEMOZOLOMIDE SI CONFERMA CAPACE DI AUMENTARE LA SOPRAVVIVENZA

Uno studio mondiale di fase III ha dimostrato che aggiungere la temozolomide alla radioterapia aumenta la sopravvivenza di chi è affetto da un tumore cerebrale a rapida crescita quale il glioblastoma. Lo studio è stato condotto dall’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC) e dal National Cancer Institute del Canada su 573 pazienti e ha coinvolto 80 Istituzioni di 14 nazioni in Europa, Canada e Australia. “Dopo due anni dal trattamento – spiega il dott. Roger Stupp, coordinatore dello studio e oncologo del Multidisciplinary Cancer Oncology Center di Losanna – il 27% dei pazienti sottoposti a trattamenti con temozolomide in combinazione con radioterapia era ancora vivo, contro il 10% di chi riceveva la sola radioterapia”. “Dati – aggiunge il dott. M.J. Van den Bent del Daniel den Hoed Oncology Center a Rotterdam – che rappresentano il più grande progresso negli ultimi 30 anni nella cura di questo tumore che uccide circa 10.000 pazienti solo in Europa, una speranza per tutti quei malati che fino ad oggi non avevano alcuna opzione di trattamento”. Lo studio stabilisce chiaramente il nuovo standard terapeutico per questo tipo di pazienti “Dopo decenni in cui si è falsamente creduto che la chemioterapia non fosse utile per i tumori cerebrali – commenta la dott. Brandes dell’Azienda Ospedaliera-Università di Padova, vicepresidente del Gruppo Tumori Cerebrali dell’EORTC e unica italiana dei 5 firmatari mondiali della ricerca – si è finalmente dimostrata l’efficacia della terapia medica nell’aumentare la sopravvivenza, che è raddoppiata con l’utilizzo di questa molecola”. La cura non solo è utile, ma anche particolarmente ben tollerata dai pazienti. Si tratta infatti di un farmaco somministrato per via orale che può essere assunto a casa, sia pure con il controllo dell’oncologo. “Per i casi più resistenti – commenta l’oncologa coordinatrice nazionale di protocolli mondiali sui tumori cerebrali – esistono nuove possibilità terapeutiche che possono essere impiegate in seconda linea. Nella Neuroncologia di Padova sono disponibili protocolli avanzati di trattamento che impiegano nuovi farmaci e terapie molecolari sperimentali”.
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