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11 Gennaio 2004

TUMORI CEREBRALI, DALL’ASCO LA CONFERMA NUOVE CURE AUMENTANO LA SOPRAVVIVENZA

New Orleans, 11 giugno 2004 – Fondamentali progressi nella cura del trattamento dei tumori cerebrali. Al 40° congresso mondiale dell’Oncologia Medica, appena conclusosi a New Orleans, e’ stato presentato uno studio mondiale (che ha coinvolto 80 Istituzioni di 14 nazioni in Europa, Canada e Australia) sul glioblastoma, il tumore cerebrale più aggressivo. Lo studio, di fase III e condotto dall’Organizzazione Europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC) e dal National Cancer Institute del Canada su 573 pazienti ha dimostrato che aggiungere la temozolomide alla radioterapia aumenta la sopravvivenza di chi è affetto da un tumore cerebrale a rapida crescita quale il glioblastoma. “Dopo due anni dal trattamento – spiega il dottore Roger Stupp, coordinatore dello studio e oncologo del Multidisciplinary Cancer Oncology Center di Losanna – il 27% dei pazienti sottoposti a trattamenti con temozolomide in combinazione con radioterapia erano ancora vivi, contro il 10% di chi riceveva la sola radioterapia”. “Dati – aggiunge il Dr. M.J. Van den Bent del Daniel den Hoed Oncology Center a Rotterdam – che rappresentano il più grande progresso negli ultimi 30 anni nella cura di questo tumore cerebrale fortemente maligno che uccide circa 10.000 pazienti solo in Europa, una speranza per tutti quei malati che fino ad oggi non avevano alcuna opzione di trattamento”. Questo studio stabilisce chiaramente il nuovo standard terapeutico per questo tipo di pazienti “Dopo decenni in cui si e’ falsamente creduto che la chemioterapia non fosse utile per i tumori cerebrali – commenta la Dr.ssa Brandes dell’Azienda Ospedaliera-Universita’ di Padova, vicepresidente del Gruppo Tumori Cerebrali dell’EORTC – si e’ finalmente dimostrata l’efficacia della terapia medica nell’aumentare la sopravvivenza, che e’ raddoppiata con l’utilizzo di questa molecola.” Il glioblastoma era considerato un tumore incurabile ed inguaribile. “Ora questa patologia puo’ essere curata e oltre un quarto dei pazienti, sottoposti al nuovo trattamento, e’ vivo a 3 anni dalla diagnosi – aggiunge Alba Brandes, che e’ l’unica italiana dei 5 firmatari mondiali della ricerca – E’ la prima volta che un farmaco dimostra di modificare la sopravvivenza in questo tipo di tumore”. La cura non solo e’ utile, ma anche particolarmente ben tollerata dai pazienti. Si tratta infatti di un farmaco somministrato per via orale che può essere assunto a casa, sia pure con il controllo dell’oncologo. “Per i casi più resistenti,” commenta l’oncologa coordinatrice nazionale di protocolli mondiali sui tumori cerebrali, “esistono nuove possibilità terapeutiche che possono essere impiegate in seconda linea. Nella Neuroncologia di Padova sono disponibili protocolli avanzati di trattamento che impiegano nuovi farmaci e terapie molecolari sperimentali,” aggiunge la Dr.ssa Brandes.
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